Sei un genio? Scoprilo con la tabella che rivela la routine dei grandi pensatori

Se siete curiosi di conoscere le abitudini giornaliere dei grandi geni del passato il sito internet Podio ha quello che stavate cercando. Esso ha infatti creato una curiosa tabella che scandisce i “Daily Rituals” di ventisei grandi pensatori del passato: da Balzac, a Kant, fino a Kafka e William Styron. Ciò che rende la lettura del grafico  interessante è la sua divisione interna: sei categorie, ognuna di un colore diverso, alle quali corrispondono attività  intellettuali e di ricerca creativa, ludiche, esercizio e ultimo, ma significativo, le ore dedicate al sonno. Se il grande Leonardo da Vinci riteneva  il sonno una pratica inutile e dannosa ai fini creativi, di certo non la pensavano allo stesso modo Pablo Picasso e Styron, per i quali la linea azzurra dedicata al sonno raggiunge punte non indifferenti, quasi preoccupanti, se paragonate alla grandezza del loro genio.

La tabella, creata da  Mason Currey, ci permette di immergerci nelle vite di uomini importanti e di guardarli, anche solo per un attimo, alla stregua di uomini comuni, impresa difficile, ma non impossibile.

A ogni genio corrisponde una specifica routine giornaliera; Balzac, il padre della Commedia Umana, aveva ben poco di umano: nessuna attività fisica e poco spazio dedicato al puro svago, il resto della giornata lo consumava nel servile amore per il proprio lavoro, che svolgeva anche la notte, concedendo al sonno un minimo sindacale.

John Milton, invece, seguiva ritmi più regolari, ma non di certo ordinari: si svegliava alle quattro del mattino, si dedicava poi a preghiere e letture sacre fino alle sette. Da qui e per il resto del giorno, componeva i versi che lo hanno reso celebre al mondo intero. Pranzava, si dedicava al giardino, riceveva gli ospiti e poi, alle nove, andava a dormire.

Sregolata e fuori dagli schemi era invece la vita del grande Mozart (non per niente è durata poco). L’immenso compositore andava a dormire all’una, si svegliava alle sei e poi alternava al talento innato per la musica, uscite con gli amici e svaghi d’ogni genere durante il corso della giornata.

Tchaikovskij, invece, era forse il più regolare e stacanovista del gruppo: dormiva fino alle otto, poi al risveglio aveva letture profonde, sbrigava la posta, camminava e poi componeva. Tornato  a casa, ripeteva la routine, concedendosi al sonno e al cibo, per poi cominciare a ricomporre, non c’è da stupirsi se sia vissuto più del collega austriaco!

Marika Marzà

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Marika Marzà

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