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“Abilitazione t’avessi preso prima”: concorso a cattedra ottobre 2015 solo per abilitati

Cattura-apprendimento-vs-insegnamentoA seguito dello sciopero di giorno 5 maggio che ha accolto molti partecipanti contro il Ddl la Buona Scuola, il premier si è dichiarato disposto al dialogo con i sindacati e gli insegnanti, anche se, a detta di Susanna Camusso, segretario generale di CGIL, il dialogo sembra essersi trasformato in un monologo, in cui “il Pd recita la parte del poliziotto buono che ascolta mentre il Governo procede senza reali concessioni”.

Infatti, la risposta al malcontento sono una serie di
provvedimenti
che riguardano le assunzioni e il bando del concorso a cattedra come nuovo strumento di reclutamento. Contrariamente a quanto si temeva non subiranno nessuna modifica le Graduatorie di istituto e le supplenze.

L’obiettivo principale del Pd è quello di stabilizzare la situazione dei tanti insegnanti precari con circa 100.701 assunzioni a partire dall’a.s. 2015/2016, sia per coprire i posti vacanti che per potenziare l’organico, al fine di migliorare l’offerta didattico-formativa.

Con lo smaltimento delle GaE (Graduatorie a Esaurimento), l’unica maniera per accedere al mondo dell’educazione sarà vincere il concorso bandito, secondo le ultime notizie trapelate, per il mese di ottobre 2015.

Il totale dei posti sarà di circa 60 mila, anche se non tutti i vincitori potranno essere assunti nell’a.s. 2015/2016, ma le assunzioni verranno distribuite nel triennio successivo 2016/2019 comunque con un contratto a tempo indeterminato e con iscrizione all’albo territoriale.

Chi potrà partecipare? Potranno partecipare al concorso a cattedra previsto per ottobre solo coloro i quali hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento.

Rimarrebbero fuori i neolaureati e in particolare i docenti inseriti nelle Graduatorie di istituto di III fascia che hanno già più di 36 mesi di servizio ma che potranno inserirsi nel mondo dell’insegnamento con la sottoscrizione di contratti a tempo determinato e di supplenze brevi.

Qualcosa però non torna: che ne sarà degli aspiranti docenti senza abilitazione che non potranno accedere al concorso a cattedra? Se l’obiettivo del Pd è smaltire i vecchi precari inserendoli all’interno della scuola, illogico sembra crearne di nuovi.

Università di Catania