
Ogni anno l’Università degli Studi di Catania offre la possibilità agli studenti, che non hanno già usufruito di borse di studio, di poter svolgere un part-time nei vari uffici dell’Ateneo catanese. Sono tantissimi i ragazzi che richiedono di disporre di questo servizio e partecipano alla selezione, stilata in base al merito e al reddito. E, forse, dal prossimo anno saranno ancora di più i giovani che potranno svolgere tale collaborazione.
È recente la notizia secondo cui Fabrizio Parla, Consigliere d’Amministrazione dell’Ateneo e componente del gruppo Azione Universitaria, ha chiesto al Rettore e al Direttore Generale di poter potenziare il servizio part-time. Come si legge nella missiva: “Sentita la comunità studentesca e dopo alcuni incontri informali, metto all’attenzione la necessità e l’opportunità di implementare il servizio part-time di collaborazione degli studenti del nostro Ateneo con la stessa Università. La proposta avanzata dal Consigliere Parla è quella di potenziare il servizio (il quale attualmente ha a disposizione un fondo di 523.939.52 euro per 446 collaborazioni circa), fornendo maggiori fondi per il prossimo bando di collaborazioni. Il servizio allargato permetterebbe intanto di migliorare notevolmente la qualità dei servizi del nostro Ateneo, (tali servizi infatti sono oggetto di valutazione da parte del MIUR che in base a quelli valuta le Università Italiane) sia di coinvolgere maggiormente la comunità studentesca nelle attività e nei servizi offerti”.
Buone notizie per gli studenti dell’Ateneo catanese, dato che la proposta è arrivata giorno 29 aprile al Consiglio di Amministrazione, con l’inserimento di un’integrazione di 500.000 euro. Approvata all’unanimità, adesso dovrà passare al vaglio dei Revisori dei Conti.
“Un ringraziamento al Magnifico Rettore Prof.Pignataro ed il Direttore Generale Dott.Federico Portoghese – ha commentato Fabrizio Parla – per l’impegno in favore dell’istituzione e della comunità universitaria, la proposta in oggetto è nata dal confronto e dalla volontà di migliorare questo Ateneo ed i suoi servizi, un’ Università più vicina allo studente e sono certo che ci sono le premesse per farlo”.
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