AIESEC, si può fare: l’esperienza di un’italiana in Polonia

Estate al nord! Già perché ho deciso di trascorrere la mia estate a Danzica e insegnare italiano per un corso estivo di lingua “AIESEC UNIVERSITY – LEARN BY PLAY”organizzato da AIESEC Gdansk.

La reazione di tutti è stata: “Estate in Polonia? Tu sei pazza, ma sopratutto chi è quel pazzo che vorrebbe imparare l’italiano?”, non avevo ancora la risposta ma volevo trovarla.

Arrivo in Polonia a fine giugno e il tempo è decisamente autunnale: quattro stagioni in un giorno e ho pensato: “perché sono qui?”. Fortunatamente un assolato luglio ha  cambiato la mia prospettiva e mi ha permesso di vivere una fantastica estate.

L’esperienza dell’insegnamento è stata davvero interessante e formativa: preparare il materiale per le classi, tenere le lezione in inglese e in italiano. A contrario di quel che si possa pensare il lavoro non è stato semplicissimo, ma mi ha dato molte soddisfazioni. In quei due mesi ho imparato molto sulla Polonia e non solo; a Danzica, che in polacco si chiama Gdansk,ho conosciuto ragazzi provenienti un po’ da tutto il mondo: Turchia, Malesia, Vietnam, Grecia, Serbia, Romania solo per citarne alcuni. E’ incredibile,ho avuto modo di conoscere tutto il mondo;  tra luoghi comuni, stereotipi e racconti di vita ho capito che non bisogna mai fermarsi alle apparenze, un paese o una cultura ha sempre molto di più da raccontare di quello che crediamo e questo vale anche per l’Italia.  Ho conosciuto ragazzi simpatici e calorosi, disponibili ogni qualvolta ne avessi bisogno, ragazzi che dopo un anno di studio o di lavoro hanno deciso di rimanere a Gdansk e trascorrere l’estate con noi, facendoci conoscere il loro paese. Girovagando per questo Paese ho notato come cambia il paesaggio tra le città e la sterminata campagna, la quale ti fa pensare che il tempo si sia fermato a un paio di decenni fa. Spesso pensiamo alla Polonia come una nazione sempre sottomessa, invece di vedere la loro grande forza di volontà che li ha portati a ricostruire tutte le città distrutte dal secondo conflitto mondiale esattamente com’erano prima o a dar vita a un movimento come quello di Solidarność.

Il mio chiodo fisso, rimaneva “perché ti piace l’Italia?” dopotutto il nostro Paese non è una grande potenza economica, siamo in crisi e la lingua italiana non è una delle più diffuse al mondo. Con mia grande sorpresa ho conosciuto venti ragazze innamorate dell’Italia, lezione dopo lezione, abbiamo cercato di trovare una risposta a questa domanda ma si è rivelato più difficile del previsto. Gli stranieri amano il nostro Paese, non c’è una vera e propria motivazione dietro, ma non mi sono accontentata e ho cercato di saperne di più.  Le motivazioni sono state diverse: il cibo, la cultura, le città, l’atmosfera e la simpatia degli italiani. Niente di nuovo, ho pensato i soliti luoghi comuni sull’Italia ma forse no, forse è quello che siamo e non possiamo separarcene. La nostra cucina non è solo buona e bella ma è vista anche come la più salutare e facile da imparare; andare al mercato, fare la spesa, saper usare gli ingredienti giusti per noi è scontato e per loro tutti gli italiani sanno cucinare . Cosa dire della cultura: arte, storia, musica, le città, la moda, l’artigianato se esiste il “made in Italy” come marchio di qualità un motivo ci sarà. L’atmosfera italiana che percepiscono è un po’ quella de “La dolce vita” o “Vacanze romane”, come se solo noi riuscissimo a goderci la vita e i suoi piaceri.  Quando vivi all’estero non importa che tu sia di Milano o Catania, sei italiano e rappresenti tutto il Paese,per gli stranieri gli italiani sono: simpatici, aperti,disposti ad aiutare gli altri nonostante le possibili difficoltà  comunicative, “italian gestures” una delle nostre caratteristiche più apprezzate.

Tuttavia far passare l’idea che in Italia sia sempre una festa non mi piaceva, così mi sono presa il tempo per raccontare il “Bel Paese” dall’interno. Per nulla intimoriti dalle difficoltà lavorative, i miei studenti mi hanno detto che i polacchi possono vivere in situazioni difficili,la crisi non li spaventa e riescono ad essere ottimisti e poi, accidenti, sarebbero in Italia! Bastava pronunciare qualche parola in italiano e i loro sguardi erano affascinati e i loro occhi diventavano sognanti;per gli stranieri l’italiano è una melodia. Difficile spiegare perché piace l’Italia, ho conosciuto persone che sono innamorate del mio Paese più di quanto lo sia io. Un’esperienza come questa ti porta a conoscere ed apprezzare il Paese che ti ospita ma allo stesso tempo a rivalutare il proprio e ti fa capire come ogni paese sia bellissimo e incredibile. Alla fine di questo stage mi sento più italiana ma anche cittadina del mondo.

 

Sara Parisi

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