L’Ebola arriva in Europa, il primo caso è accertato in Spagna

Mentre l’OMS pubblica dati sempre più preoccupanti, il Vecchio Continente è in allerta

In quest’ultimo periodo, sembrava che il “Tornado Ebola” si fosse placato, sia sotto il punto di vista sanitario che quello mediatico. A quanto pare  purtroppo si sbagliavano in molti: benché non se ne senta parlare più molto, il virus continua a mietere moltissime vittime e i dati che arrivano dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono preoccupanti. Sono infatti state registrate ben 932 vittime allo scorso 4 Agosto e sono 1711 i casi registrati in almeno quattro paesi africani, tra i quali la Sierra Leone e la Liberia.

E proprio in questi giorni arriva la notizia che forse più si temeva dallo scoppio di questa epidemia: l’ebola è arrivata in Europa. Il caso riguarderebbe il missionario Miguel Pajares, 75enne spagnolo, che avrebbe contratto il virus letale proprio in Liberia. Il responsabile della Sanità spagnola ha ribadito da parte sua che l’uomo sarà curato in una struttura specializzata e che la sicurezza è garantita.

Smentita tempestivamente la notizia che segnalava ben tre casi di a Lampedusa Il messaggio che nelle scorse ore è stato condiviso sui social network si trattava di una “bufala”.  L’autore del messaggio,  un uomo torinese di 44 anni, con precedenti di xenofobia è stato rintracciato dalla polizia postale. La notizia dell’azione delle forze dell’ordine è stata diffusa sui principali portali di informazione nazionale.

Essendo la situazione particolarmente preoccupante, c’è la possibilità che l’OMS valuti l’idea di utilizzare dei farmaci sperimentali per combattere l’epidemia. Si parla infatti di un “siero miracoloso” che, utilizzato su due pazienti americani che avevano in precedenza contratto il virus, avrebbe fatto considerevolmente migliorare le loro condizioni di salute. Di conseguenza, i tre specialisti sul campo, Heymann, Piot e Trust si stanno appellando all’OMS affinchè essa possa attivarsi fornendo ai Paesi africani le nuove medicine per arginare l’epidemia che, ad oggi, non sembra minimamente accennare ad arrestarsi. Ma al contrario, trovare nuove vie per approdare nel vecchio continente.

Elide Barbanti

Nata a Prato il 27 Giugno del 1993, trascorre l'infanzia e l'adolescenza tra scaffali di libri e biblioteche e sviluppando un vivo interesse per la scrittura, specialmente quella giornalistica. Nel 2012, si trasferisce in Sicilia immatricolandosi al CdL di Lingue e Culture Europee, Euroamericane e Orientali presso la Facoltà di Scienze Umanistiche a Catania. L'anno successivo, decide di reimmatricolarsi presso la S.D.S di Lingue e Letterature Straniere a Ragusa al CdL di Mediazione Linguistica e Interculturale, dove attualmente studia lingue orientali.

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