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La professoressa più severa d’Italia: il 70% degli studenti viene rimandato ad ogni appello

studentessaSi chiama Sandra Lo Schiavo la professoressa più severa d’Italia, docente di Chimica Generale ed Inorganica del corso di laurea in Biologia Marina, presso l’Università di Messina. 56 anni nella sua carta d’identità e terrore di moltissimi studenti che ogni sessione d’esami si ritrovano a doverla fronteggiare.

Ma lei, impavida e senza remore alcuna rilancia: «E’ solo un’invenzione degli studenti, gli esami sono trasparenti ed io non esamino mai da sola. Non è cattiveria, ma non si può promuovere chi non conosce la nomenclatura, o un’equazione chimica. Come possono pretendere di diventare biologi marini? Come faranno a capire che cosa avviene negli oceani? Preferisco essere odiata che mandare sul mercato del lavoro gente impreparata».

E così la maggior parte degli studenti, che ammonta a circa il 70%, viene sistematicamente rimandato come afferma la stessa docente «Boccio 7 studenti su 10 in media. Dieci domande scritte su tutto il programma prima dell’orale, tanto per provarci. Le potrei far vedere i compiti, li conservo tutti. Roba da mettersi le mani ai capelli! È vero, negli ultimi tempi ho notato un calo di rendimento, e ho alleggerito il programma. Nei limiti del possibile faccio in modo che almeno possano arrivare a un 20/21».

L’Università di Catania potrebbe allungare in modo cospicuo la “black list” dei professor canaglia. Ogni dipartimento ne possiede almeno uno, il vero terrore di ogni singolo studente, l’esame degli esami.

Purtroppo queste cose sono all’ordine del giorno – ci racconta uno studente del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’ateneo catanese – e ne vediamo di tutti i colori. Non si chiede di far passare gente impreparata o di ricevere dei regali, ma solo di essere clementi perché anche loro sono padri o madri di famiglia. E soprattutto ci si dimentica spesso che i voti oscillano dal 18 al 30, mentre qui funziona che se tentenni su un argomento di un vastissimo programma vieni cacciato senza tante spiegazioni“.

C’è molto poco rispetto verso la componente studentesca da parte dei docenti. Oltre il gravoso problema esami, vengono di rado rispettati orari di ricevimento e di lezione, le risposte alle e-mail invece sono una chimera“, racconta una studentessa di Giurisprudenza.

Che gli studenti molte volte adottino la tecnica del kamikaze o che si presentano all’esame sapendo di non sapere è un dato di fatto, ma il più delle volte il vero esame dovrebbero farlo i docenti…ma di coscienza!

Da TWITTER

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