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Ivan, lo studente con l’amaca: “E’ comoda, facile da montare e utilizzabile in molti posti!” [INTERVISTA]

amaca_2«Alla continua ricerca di un’aula studio adatta ai miei canoni mi sono sempre ritrovato in luoghi chiusi più o meno chiassosi, relativamente puliti, vicini o meno alla mia facoltà e sempre maleodoranti in estate! iniziai a studiare sotto gli alberi della Cittadella universitaria; prima su un lenzuolo disteso poi, godendomi il refrigerio dell’ombra degli alberi, ho pensato all’amaca. Da quel giorno in periodi caldi mi sono sempre portato l’amaca nello zaino, è comoda, facile da montare, utilizzabile in mooolti posti. Le espressioni ed i commenti sono sempre stati di stupore principalmente, da alcuni apprezzamenti da altri derisione. Ai benedettini in effetti è scoppiato lo scoop!». Ha esordito così Ivan, studente di Chimica organica e Bio Organica dell’Università di Catania, che ha destato molto scalpore per aver montato un’amaca all’interno del Monastero dei Benedettini.

Chiaccherando con lui ci ha raccontato che dopo poco tempo gli è stato vietato di poter continuare a studiare sopra l’amaca e l’obbligo di dover smontare il primordiale giaciglio : «Mi hanno detto che non si potevano appendere delle cose in giro…in realtà il vigilantes che mi ha richiamato è stato molto cortese e mi ha espresso stima, ma comunque doveva fare il suo dovere…»

Molti sui social network, vedendo le foto postate dai vari colleghi, lo hanno osannato a mito ed eroe, dandogli perfino dello spirito bomberistico, che ad oggi rappresenta una delle più alte cariche di onorificenza «In realtà quando ho iniziato, vedendo le facce sbigottite e mediamente invidiose,ho iniziato a sperare in gruppi studio armati di amache o altro che studiassero immersi nei suoni e nelle fragranze degli spazi verdi che certamente non mancano alla Cittadella, per trovare un luogo che rendesse più piacevole lo studio, dove parlare con un collega (avvicinandoti a lui e non urlando sdraiato dalla tua amaca) non sarebbe stato più un peccato capitale alle orecchie degli altri impegnati a studiare. Magari l’Università prendendo atto del risparmio infrastrutturale avrebbe provveduto ad attrezzare gli spazi verdi! Comunque…solo sogni!»

Ma l’incredibile Ivan non si è fermato all’episodio in sè e, continuando nella sua propaganda a favore del giaciglio pensile, ha fornito degli utili consigli per studiarci sopra «Vi conviene munirvi di qualcosa da usare come cuscino per alzare la testa, una copertina perché dopo pranzo, durante la pennica, il vostro sangue sarà tutto impegnato a godere del vostro pasto piuttosto che riscaldarvi. E dovete sapere che anche nelle giornate calde l’ombra di un albero tiene veramente freschi. Col tempo, dopo 3-4 ore, potreste avere problemi alla schiena, sentendo il telaio dell’amaca diventare una lastra di cemento, quello è il momento giusto per una passeggiata!»

E alla nostra domanda circa la ricerca di nuove idee che non turbino e non violino il regolamento ha tenuto a precisare «Non ho portato lì la mia amaca per turbare nessuno! Aspettavo solo una mia amica e nell’attesa mi sono messo a studiare. Non ho ancora delle idee, ma ci penserò!»

E noi, nell’attesa, auguriamo ad Ivan e a tutti voi una serena e rilassante giornata all’insegna dello studio.

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Da TWITTER

Idee, emozioni, condivisione e connessione: questo e tanto altro ha caratterizzato il @TEDxCatania. Il report di @nicolosi_sofia per @liveunict.

https://catania.liveuniversity.it/2019/10/21/tedxcatania-un-turbinio-di-idee-e-di-emozioni-scoprire-il-coraggio-di-cambiare-la-propria-vita/

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