Si accende uno scontro politico e istituzionale tra la Commissione Europea e il Governo italiano a causa del decreto che intende introdurre un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi. Da Bruxelles è arrivato un fermo richiamo: i Trattati Ue vietano qualsiasi forma di discriminazione basata sulla nazionalità, sia essa diretta o indiretta, salvo deroghe eccezionali e circoscritte a motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità.
Nonostante la presa di posizione europea, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha respinto con forza le riforme e confermato la linea dell’esecutivo: “Il problema non esiste, il Governo va avanti senza esitazioni. L’istruzione non è una materia di competenza esclusiva dell’Unione Europea. Questa norma è a favore dell’integrazione, poiché si riferisce a quegli stranieri che non conoscono la lingua italiana e dunque non realizza alcuna discriminazione”.
Valditara ha inoltre aggiunto che nella maggior parte dei Paesi europei i ragazzi di primo arrivo vengono inseriti persino in classi separate. A sostegno della misura è intervenuto anche il senatore Roberto Marti, ribadendo che la norma non opera distinzioni sulla cittadinanza ma interviene esclusivamente sul livello di competenza linguistica.
Le reazioni dell’opposizione e dei sindacati: “Provvedimento fuori dai trattati”
Il provvedimento ha sollevato un’ondata di polemiche da parte delle forze di opposizione e delle rappresentanze del mondo scolastico. Il Partito Democratico, per voce del capodelegazione Nicola Zingaretti, ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di ritirare immediatamente il provvedimento, definendolo “fuori dal buon senso, dalla realtà delle scuole e dai trattati europei”.
Dello stesso avviso l’associazione dei presidi Dirigentiscuola. Il presidente Attilio Fratta ha sottolineato come il richiamo di Bruxelles confermi le perplessità già espresse dalla categoria, evidenziando che il decreto rischia di ledere l’autonomia scolastica e dimostra sfiducia verso i dirigenti, a cui spetta la gestione delle classi in base alle esigenze dei territori.
Infine, soddisfazione per il rilievo Ue è stata espressa dai sindacati di settore. La segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi, ha evidenziato che la Commissione ha ribadito il rispetto della Costituzione italiana. Per il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, il monito europeo deve servire da impulso per garantire il diritto allo studio attraverso un aumento organico degli insegnanti dedicati all’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri.












