Un importante traguardo è stato raggiunto nella tutela degli animali in Italia: sono state raccolte oltre 50.000 firme a sostegno di una legge per vietare la macellazione dei cavalli e degli altri equini.
La mobilitazione rientra nell’ambito della campagna intitolata “Fine Corsa”, promossa dall’associazione Animal Equality Italia insieme alla Fondazione Islander. Il risultato è arrivato straordinariamente in anticipo: le sottoscrizioni necessarie sono state completate con più di due mesi di margine rispetto alla scadenza originariamente fissata per gennaio 2027.
La proposta di legge di iniziativa popolare
Il testo è una proposta di legge di iniziativa popolare — ovvero formulata direttamente dai cittadini e non dalle forze politiche — che è stata depositata in Corte di Cassazione il 2 luglio 2026.
Il testo mira a proibire la macellazione non solo dei cavalli, ma anche di pony, asini, muli e bardotti, allo scopo di impedirne definitivamente l’allevamento destinato alla produzione di carne. La soglia delle 50.000 firme rappresenta il requisito minimo stabilito dalla Costituzione italiana per poterne richiedere l’esame ufficiale alle Camere.
Cosa succede adesso?
Raggiunta la quota prevista, il prossimo step riguarda la verifica formale e la convalida delle firme. Successivamente, la proposta passerà all’esame del Parlamento, dove i deputati e i senatori potranno decidere di discuterla, modificarla, approvarla oppure lasciarla ferma.
È importante sottolineare che al momento la macellazione degli equini non è ancora vietata. La raccolta di firme rappresenta lo strumento legale affinché la classe politica sia chiamata formalmente a occuparsene e a deliberare in merito.












