E se sulla propria auto comparissero le iniziali del proprio nome, una combinazione di numeri portafortuna o una sequenza capace di raccontare una passione?
Dal 2027, gli automobilisti italiani potrebbero avere una nuova possibilità: scegliere una targa personalizzata, trasformando un elemento obbligatorio del veicolo in qualcosa di più personale. L’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la presentazione della Manovra, ha riacceso l’interesse su una novità attesa da anni. Ma non si tratta soltanto di una questione estetica: dietro questa possibilità ci sono costi precisi, regole da definire e limiti che potrebbero determinare quanto sarà davvero libera la scelta degli automobilisti. Ecco cosa sapere sulle nuove targhe personalizzate per auto e moto, tra prezzi, modalità di richiesta e possibilità concrete.
Targhe personalizzate dal 2027: cosa cambia davvero per gli automobilisti
L’idea di consentire agli italiani di scegliere la propria targa non nasce oggi. Già la riforma del 2002 aveva introdotto questa possibilità, prevedendo la scelta di una specifica combinazione di lettere e numeri senza modificare la struttura ordinaria della targa italiana, composta da due lettere, tre numeri e altre due lettere. Tuttavia, la mancata emanazione delle disposizioni attuative aveva impedito alla norma di diventare operativa. Ora il tema torna al centro dell’attenzione con le novità previste dal nuovo Codice della strada, che disciplina la possibilità di richiedere una sequenza alfanumerica personalizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“A proposito di auto, una nota che si potrebbe definire di colore, introduciamo la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate: ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo. E qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere”. Giorgia Meloni
L’obiettivo è offrire agli automobilisti maggiore libertà, mantenendo però un sistema regolamentato e compatibile con le esigenze di identificazione dei veicoli. Resta da capire quanto spazio sarà lasciato alla creatività: le combinazioni potranno rispettare lo schema tradizionale oppure le nuove regole consentiranno soluzioni più originali?
La risposta dipenderà dai requisiti e dalle modalità operative stabiliti dal regolamento. La prospettiva, in ogni caso, è destinata a incuriosire chi desidera distinguersi anche attraverso un dettaglio apparentemente secondario della propria automobile o motocicletta.
Quanto costano le targhe personalizzate per auto e moto
La personalizzazione avrà un prezzo tutt’altro che simbolico, ma già definito nelle cifre riportate per la nuova disciplina. Per le automobili, il costo previsto è di 500 euro per la coppia di targhe, alle quali si aggiunge una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro. Il totale arriva quindi a 600 euro. Per le motociclette, invece, la tariffa indicata è di 300 euro, comprensiva dei tasselli autoadesivi, a cui si aggiungono 60 euro di maggiorazione: il costo complessivo sarà dunque di 360 euro. Una differenza significativa, che rende la personalizzazione meno onerosa per chi possiede una moto rispetto a chi guida un’automobile.
Si tratta comunque di una spesa aggiuntiva rispetto ai normali costi legati all’immatricolazione e alla gestione del veicolo. Per alcuni automobilisti sarà un modo per distinguersi, magari scegliendo una combinazione legata al proprio nome, a una data importante o a una passione personale; per altri, il prezzo potrebbe rappresentare un ostacolo. Prima di presentare una richiesta, sarà quindi importante conoscere le procedure ufficiali, verificare la disponibilità della sequenza desiderata e accertarsi di eventuali ulteriori oneri amministrativi.
Le targhe personalizzate sono da tempo anche un business. La più costosa appartiene a Dubai, dove nell’aprile 2023 la combinazione “P 7” è stata venduta all’asta per 55 milioni di dirham, ovvero quasi 14 milioni di euro al cambio dell’epoca. La vendita, entrata nel Guinness dei primati, ha superato il precedente record stabilito nel 2008 ad Abu Dhabi, quando una targa con il solo numero “1” era stata acquistata per 52,2 milioni di dirham, circa 14,2 milioni di dollari.
Come scegliere la combinazione e quali targhe saranno vietate
La libertà di scelta non significherà poter utilizzare qualsiasi parola o sequenza. Le combinazioni dovranno rispettare i requisiti previsti dalla normativa e non potranno risultare offensive, ambigue o fuorvianti. Sarà quindi necessario trovare un equilibrio tra originalità e rispetto delle regole, evitando sequenze che possano creare confusione o risultare inappropriate. Il punto centrale riguarda proprio il margine di personalizzazione: non è ancora possibile considerare definitivamente chiarito se sarà consentito comporre parole riconoscibili oppure se la scelta resterà vincolata, almeno in parte, alla struttura alfanumerica tradizionale.
Anche la disponibilità della combinazione richiesta sarà un elemento decisivo, perché una sequenza già assegnata non potrà essere semplicemente duplicata. Per sapere come procedere, gli automobilisti dovranno attendere le indicazioni operative ufficiali, che dovranno chiarire documentazione, modalità di presentazione della domanda, tempi e criteri di assegnazione. La novità promette comunque di aprire uno spazio inedito per chi considera l’auto o la moto anche un’espressione della propria identità, purché la creatività resti entro i confini stabiliti dalla legge.
Auto nuova o usata? Ecco quando si potrà cambiare targa
Un altro aspetto importante riguarda la possibilità di montare una targa personalizzata su un veicolo già immatricolato. Secondo le indicazioni riportate da Quattroruote, la sostituzione su un’auto già in circolazione sarebbe prevista in caso di reimmatricolazione dovuta a furto, smarrimento o deterioramento della targa esistente. Non si tratterebbe quindi di una possibilità liberamente esercitabile in qualsiasi momento per cambiare la combinazione già assegnata. C’è poi una regola da tenere presente per chi vende la propria automobile o la dà in permuta: la targa personalizzata rimarrebbe associata al veicolo per cui è stata creata e non potrebbe essere trasferita sulla nuova auto acquistata dal proprietario.
Chi decidesse di cambiare macchina dovrebbe quindi richiedere una nuova combinazione, senza poter riutilizzare quella precedente. Questo vincolo potrebbe incidere sulla convenienza della scelta, soprattutto per chi sostituisce frequentemente il proprio mezzo. L’Italia si avvicinerebbe così ai sistemi già presenti in diversi Paesi europei, dove le targhe personalizzate sono una realtà consolidata, ma con regole e prezzi molto differenti. In Belgio, per esempio, una targa personalizzata può costare oltre mille euro, mentre in Germania la scelta di una combinazione ha un costo amministrativo decisamente più contenuto. Il nuovo sistema italiano potrebbe dunque trasformare una curiosità in una vera opzione per gli automobilisti, ma per capire quanto sarà semplice ottenere la targa desiderata bisognerà attendere le disposizioni definitive.












