Confindustria Catania ha reso noto che non aderirà al fermo dell’autotrasporto in programma dal 16 al 22 ottobre in Sicilia. Una presa di posizione netta che segna un distinguo importante all’interno del mondo datoriale e produttivo rispetto alla protesta annunciata dalla categoria contro il caro-carburanti e i ritardi nei contributi.
Sostegno al confronto nelle sedi istituzionali
Attraverso una nota ufficiale, l’associazione degli industriali etnei ha motivato le ragioni del proprio dissenso rispetto al blocco dei mezzi: “La scelta è dettata dalla volontà di sostenere il confronto nelle sedi istituzionali, a tutela degli interessi del comparto e delle aziende rappresentate”.
Pur prendendo le distanze dallo sciopero, Confindustria Catania ha ribadito la fondatezza delle rivendicazioni e delle criticità che attanagliano il settore della logistica e dei trasporti nell’Isola: “Resta fermo, in ogni caso, l’auspicio che le istanze del settore trovino al più presto riscontro, con la definizione di impegni chiari e tempi certi per la liquidazione delle risorse del Sea modal shift, la proroga delle agevolazioni richieste e l’avvio di un tavolo permanente sul tema dell’insularità”.
Continuità dei servizi e sistema produttivo
La priorità, per gli industriali catanesi, resta dunque quella di non paralizzare la catena di approvvigionamento e le attività economiche del territorio in un momento particolarmente delicato.
Confindustria Catania ha concluso la propria nota auspicando “che il percorso avviato possa tradursi in risultati concreti, nell’interesse del sistema produttivo e della continuità dei servizi di trasporto”












