L’Etna torna sotto osservazione per un’intensificazione dei segnali di attività vulcanica. Un forte degassamento interessa il cratere di Nord-Est, mentre dalla notte si registra un aumento del tremore vulcanico, indicatore dell’energia associata ai processi interni del vulcano. Le localizzazioni del tremore si concentrano poco a est del cratere Voragine, a una quota di circa 2.800 metri. Al momento, tuttavia, il livello di allerta per il traffico aereo resta giallo e non si segnalano conseguenze sull’operatività dell’aeroporto di Catania.
Degassamento e tremore vulcanico in aumento
Il fenomeno interessa il settore sommitale dell’Etna, dove il degassamento del cratere Nord-Est coincide con un incremento del tremore vulcanico registrato a partire dalle 2 della notte. Questo parametro consente di monitorare le variazioni dell’attività interna del vulcano e può fornire indicazioni sui processi legati alla risalita del magma nei condotti. I valori rilevati risultano superiori alla fascia media, mentre le localizzazioni individuate dagli strumenti si trovano in prossimità della Voragine, a circa 2.800 metri di quota. L’evoluzione del fenomeno richiede pertanto un costante monitoraggio, senza che i dati disponibili consentano, da soli, di prevedere un’eventuale eruzione.
Allerta aerea gialla: aeroporto di Catania regolare
Nonostante l’aumento del tremore e il forte degassamento, il codice Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation), utilizzato per comunicare le condizioni vulcaniche rilevanti per la sicurezza del traffico aereo, rimane giallo, corrispondente al secondo livello su una scala di quattro. Al momento non vengono segnalate ripercussioni sull’aeroporto di Catania, che continua a operare regolarmente secondo le informazioni disponibili. La situazione resta sotto osservazione: eventuali variazioni dei parametri vulcanici o del livello di allerta saranno determinanti per valutare gli sviluppi nelle prossime ore.












