La mobilità dell’area etnea si prepara a cambiare dimensione. Quella che oggi è una metropolitana ancora concentrata prevalentemente sul territorio urbano di Catania ambisce a diventare una rete capace di collegare l’aeroporto di Fontanarossa con Adrano, attraversando diversi centri della provincia e offrendo un’alternativa concreta agli spostamenti in automobile. Il progetto delineato dalla Gestione Governativa della Ferrovia Circumetnea (FCE) è ambizioso: 45 chilometri di linea, 39 stazioni e una capacità di trasporto stimata in 60 milioni di passeggeri all’anno. Un programma di ammodernamento che supera il miliardo di euro e che non riguarda soltanto la metropolitana, ma anche la storica ferrovia che percorre il territorio attorno all’Etna. Nuovi collegamenti, treni a idrogeno, binari rinnovati e sistemi di sicurezza tecnologicamente avanzati: la sfida è trasformare un progetto infrastrutturale in una nuova idea di mobilità per l’intera area metropolitana catanese.
Metro Catania, dall’aeroporto ad Adrano: 45 chilometri e 39 stazioni
Il traguardo più significativo del piano FCE è il collegamento tra l‘aeroporto di Fontanarossa e Adrano. La futura rete metropolitana, una volta completata, raggiungerà un’estensione di circa 45 chilometri e conterà 39 stazioni, integrando il sistema urbano con i principali centri dell’hinterland etneo. Il progetto prevede il potenziamento della linea verso Misterbianco e Paternò, attraverso un’infrastruttura a doppio binario elettrificato e a scartamento ordinario. Tra le fermate previste figurano:
- Misterbianco Centro,
- Gullotta,
- Belpasso,
- Valcorrente,
- Giaconia e
- Paternò-Ardizzone.
Il primo lotto, relativo al collegamento Misterbianco Centro-Paternò, presenta un investimento di 608,5 milioni di euro. L’obiettivo non è soltanto estendere fisicamente la metropolitana, ma modificare le abitudini di spostamento di migliaia di persone. Un collegamento diretto con Fontanarossa potrebbe rendere più semplice raggiungere l’aeroporto senza utilizzare l’automobile, mentre le fermate intermedie consentirebbero ai residenti dei comuni etnei di accedere più agevolmente al centro di Catania. A regime, la frequenza prevista sarà di un treno ogni cinque minuti tra Paternò e l’aeroporto e di uno ogni quindici minuti tra Adrano e Paternò.
I passeggeri della Metro Catania aumentano: oltre 5,5 milioni nel 2025
I numeri attuali dimostrano che la metropolitana rappresenta già un’infrastruttura centrale per la mobilità cittadina. Nel 2025 la rete ha trasportato 5.590.047 passeggeri, con una crescita significativa rispetto ai 2,75 milioni registrati nel 2021. Per il 2026 la proiezione della FCE indica circa 5,89 milioni di viaggiatori. Un’espansione che si accompagna anche alla crescita della domanda da parte degli studenti universitari. Gli abbonamenti annuali in convenzione con l’Università di Catania sono passati dai 9.400 dell’anno accademico 2021-2022 ai 18.990 del 2025-2026, più che raddoppiando in pochi anni.
Per ampliare ulteriormente il bacino di utenza, la FCE ha attivato anche il servizio Metro Shuttle, con navette dedicate ai collegamenti tra Monte Po, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nesima e Lineri. Una strategia che punta a integrare il trasporto ferroviario con quello su gomma, rendendo la metropolitana più accessibile anche a chi vive nelle zone non direttamente servite dalle stazioni. La prospettiva dei 60 milioni di passeggeri annui rappresenta un salto enorme rispetto ai volumi attuali. Per raggiungerla, tuttavia, non basterà costruire nuove stazioni: saranno determinanti la puntualità dei collegamenti, la frequenza delle corse, l’integrazione tariffaria e la capacità di rendere il trasporto pubblico realmente competitivo rispetto all’automobile.
Ferrovia Circumetnea, arrivano i treni a idrogeno e nuovi binari
Accanto all’espansione della Metro Catania, il programma di ammodernamento interessa anche la storica Ferrovia Circumetnea, che attraversa il territorio del vulcano collegando centri come Adrano, Bronte, Maletto, Randazzo, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Giarre e Riposto. Il progetto riguarda complessivamente circa 72 chilometri tra Adrano e Riposto e prevede un profondo rinnovamento dell’infrastruttura, con l’obiettivo di adeguare la linea agli standard tecnologici e di sicurezza più recenti. La tratta Adrano-Randazzo, lunga circa 32,5 chilometri, presenta un costo stimato di 329 milioni di euro. Per il collegamento Randazzo-Riposto, di circa 40 chilometri, l’investimento previsto è invece di 350 milioni.
Tra le innovazioni più interessanti c’è l’introduzione dei treni a idrogeno. Il 1° ottobre 2025 la FCE ha sottoscritto il primo contratto per due convogli Stadler FLIRT Hâ‚‚, nell’ambito di un accordo quadro che prevede la possibilità di arrivare a 15 treni. Si tratta di mezzi capaci di raggiungere i 130 chilometri orari, con circa 110 posti a sedere e un’autonomia giornaliera stimata tra 480 e 600 chilometri. Il rifornimento richiede meno di mezz’ora. Anche il trasporto su gomma si prepara a seguire questa direzione, con l’introduzione prevista di autobus Karsan e-ATA Hydrogen, in grado di trasportare circa 90 passeggeri e percorrere oltre 500 chilometri. L’idrogeno previsto è di origine verde, prodotto attraverso elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili. Una scelta che punta a ridurre l’impatto ambientale del trasporto pubblico, soprattutto sulle tratte extraurbane.
Sicurezza, ponti e segnalamento: gli interventi per modernizzare la rete
La trasformazione della rete ferroviaria etnea passa anche da opere meno visibili ai viaggiatori, ma fondamentali per garantire affidabilità e sicurezza. Tra gli interventi programmati figurano la sostituzione di 11 travate metalliche tra Randazzo e Giarre, distribuite in sei comuni, con un investimento netto di 3,2 milioni di euro dopo la variante progettuale. Particolare importanza assume anche l’installazione del sistema europeo di controllo della circolazione ferroviaria ERTMS/ETCS di livello 1, accompagnato da nuovi apparati centrali multistazione, sistemi di blocco conta-assi e adeguamenti dei passaggi a livello. L’intervento, del valore di 46,30 milioni di euro, interessa la tratta da Catania Borgo a Riposto. I lavori sono stati consegnati il 7 luglio 2026, con conclusione prevista entro il 31 dicembre 2027.
A questi interventi si aggiunge il rinnovo del binario tra Bronte e Maletto: 8,10 chilometri di rotaie, traverse e massicciata saranno sostituiti con un investimento di 11,95 milioni di euro. Opere che puntano a migliorare le condizioni di esercizio della linea e a rendere più sicura la circolazione ferroviaria. La prospettiva è quella di un sistema integrato nel quale la metropolitana colleghi rapidamente Catania, l’aeroporto e i centri dell’hinterland, mentre la Circumetnea continui a garantire i collegamenti lungo il versante dell’Etna, con infrastrutture e mezzi rinnovati.
Resta, naturalmente, la prova più importante: quella dei tempi di realizzazione e della capacità di trasformare gli investimenti in servizi efficienti. Perché il successo della Metro Catania non si misurerà soltanto nei chilometri di binari posati o nel numero di stazioni inaugurate, ma nella possibilità concreta di cambiare la vita quotidiana di chi ogni giorno si sposta per lavoro, studio o necessità . E in un territorio da sempre condizionato dal traffico e dalla dipendenza dall’automobile, arrivare dall’aeroporto ai paesi dell’Etna in metropolitana potrebbe rappresentare molto più di una nuova infrastruttura: una vera svolta per la mobilità siciliana.












