Lo storico simbolo del Calcio Catania torna ufficialmente nella disponibilità della principale squadra della città. Al termine di un’asta estenuante e ricca di colpi di scena, il Catania FC della proprietà Pelligra si è aggiudicato la procedura competitiva per la cifra finale di 250 mila euro.
Un verdetto arrivato al culmine di un duello mozzafiato durato oltre un’ora oltre la scadenza canonica, risolto soltanto alle 12:04 e 59 secondi: l’offerta vincente è stata formulata dal club rossazzurro a un solo secondo dallo scadere dei cinque minuti di proroga previsti dal regolamento per eventuali controrilanci.
Da 55 mila euro a un quarto di milione: la ricostruzione dell’asta
La gara era partita dalle quattro offerte iniziali presentate dai competitor in corsa (rispettivamente 55.000, 55.300, 56.000 e 60.000 euro). Molto presto, tuttavia, il campo si è ristretto a una sfida a due.
Si sono infatti sfilati il Comune di Catania, condizionato dai vincoli di mandato e di bilancio pubblico, e l’ex calciatore rossazzurro oggi imprenditore a Roma, che aveva già annunciato il proprio passo indietro.
Tra il Catania FC e la Revolution Group (compagine legata a un’azienda di infissi e ad alcuni imprenditori locali) si è così scatenato un serrato botta e risposta proseguito fino alla mattinata. Alle ore 11:00, termine fissato per le offerte ordinarie, Revolution Group si trovava in testa con un rilancio da 100.500 euro.
Scattato il regime di proroga, la cifra è schizzata verso l’alto con un’escalation senza sosta: 120 mila euro per il Catania FC, controrilancio a 120.500 di Revolution, risalita a 130 mila, 140 mila, fino allo scatto di Revolution a 170 mila euro.
Pelligra ha risposto piazzo dopo piazzo, superando prima la soglia dei 200 mila euro (210.000 contro 211.000) e poi spingendosi fino a 230 mila e 235 mila euro. A quel punto è arrivata la stoccata finale da 250.000 euro firmata Catania FC, su cui il contatore del tempo si è fermato definitivamente, sancendo il ritorno dello storico stemma al club.












