Da lunedì 5 ottobre il Lungomare di Catania cambia temporaneamente regole. Non è una semplice modifica alla circolazione: la chiusura progressiva al traffico di un tratto di viale Artale Alagona segna l’avvio della fase operativa di uno dei più rilevanti interventi di riqualificazione urbana previsti sulla costa catanese. Il cantiere del progetto “Il Borgo Restituito”, finanziato con 15 milioni di euro di fondi statali per la Rigenerazione urbana, entra infatti nel vivo con l’obiettivo di trasformare il tratto compreso tra piazza Nettuno e via Anfuso, prevedendo la pedonalizzazione del Lungomare e l’abbattimento del cavalcavia davanti alla chiesa parrocchiale di Ognina. Ma accanto alla prospettiva della riqualificazione c’è una questione molto più immediata: come reggerà la viabilità mentre il quartiere sarà attraversato dai lavori?
La nuova mappa del traffico
La nuova configurazione della circolazione è stata elaborata sulla base di uno studio tecnico-scientifico di microsimulazione del traffico realizzato dall’Università di Catania. Il Comune ha scelto di introdurre le modifiche progressivamente, lasciando aperta la possibilità di correggere il piano sulla base di ciò che accadrà realmente sulla strada. Una precisazione tutt’altro che secondaria: significa che l’efficacia del nuovo sistema non viene considerata un dato acquisito, ma dovrà essere verificata durante la sua applicazione.
I veicoli provenienti da viale Ruggero di Lauria e diretti verso piazza Giorgio La Pira, viale Ulisse, Cannizzaro e Aci Castello saranno indirizzati attraverso:
- piazza Nettuno,
- la carreggiata centrale,
- la rotatoria Sant’Agata al Rotolo,
- viale Alcide De Gasperi,
- via Barraco,
- via Messina e
- piazza Mancini Battaglia.
In direzione opposta, chi da viale Ulisse dovrà raggiungere viale Ruggero di Lauria dovrà seguire:
- viale Ulisse
- , via Barraco,
- viale Alcide De Gasperi,
- piazza Sant’Agata al Rotolo,
- via del Rotolo e ancora
- viale Alcide De Gasperi.
Sono percorsi alternativi destinati a redistribuire i flussi di traffico, ma sarà la loro effettiva tenuta nelle ore di punta a stabilire se la soluzione progettata sulla carta funzionerà anche nella quotidianità.
Il nodo per residenti, scuola e porto
Il nuovo assetto non riguarda soltanto il traffico di attraversamento. Particolare attenzione è stata riservata agli accessi locali. Per l‘I.S.I.S. Duca degli Abruzzi sarà disponibile un percorso a senso unico da piazza Mancini Battaglia lungo viale Artale Alagona fino a via Anfuso. Lo stesso itinerario potrà essere utilizzato per raggiungere il porto di Ognina attraverso la via Marittima. Piazza Mancini Battaglia sarà accessibile esclusivamente da via Messina, regolamentata a senso unico in direzione sud-nord. Per i residenti dei tratti di viale Artale Alagona interessati dai lavori è stata inoltre prevista una viabilità alternativa riservata.
Resta garantito il passaggio pedonale sul marciapiede del lato ovest, tra via Anfuso e piazza Nettuno. Sono misure che dovrebbero consentire di mantenere collegamenti essenziali durante il cantiere, ma che dovranno confrontarsi con una realtà più complessa di quella rappresentata dalle planimetrie: accessi alle abitazioni, attività commerciali, orari scolastici, flussi verso il porto e traffico pendolare si sovrappongono infatti nello stesso quadrante urbano. Nei primi giorni sarà quindi la gestione concreta degli incroci e dei punti di maggiore pressione a fornire le prime indicazioni sull’impatto reale del nuovo sistema.
Il progetto oltre il cantiere
Dietro le nuove deviazioni c’è un progetto urbanistico molto più ampio. “Il Borgo Restituito” punta alla riqualificazione del Borgo di Ognina, alla pedonalizzazione del Lungomare e alla demolizione del cavalcavia davanti al sagrato della chiesa. L’intervento fa parte del più vasto Piano strategico di riqualificazione urbana della linea costiera compresa tra piazza Europa e piazza Mancini Battaglia, con interventi destinati a interessare progressivamente anche Ognina e Picanello. La questione, dunque, non è soltanto se il traffico riuscirà a smaltirsi durante i lavori, ma quale città emergerà quando il cantiere sarà terminato.
La promessa è quella di uno spazio pubblico più accessibile e maggiormente orientato alla mobilità pedonale, con una diversa valorizzazione del rapporto tra il quartiere e il mare. Ma ogni trasformazione urbana comporta anche costi e conseguenze: tempi di percorrenza, accessibilità, organizzazione della sosta, impatto sulle attività economiche e capacità della rete viaria circostante di assorbire i flussi sono aspetti che dovranno essere monitorati. La pedonalizzazione, da sola, non è una politica della mobilità: funziona se il sistema alternativo riesce a sostenere la domanda che viene spostata altrove.
La vera verifica comincia lunedì
È questo il punto sul quale si concentrerà inevitabilmente l’attenzione nelle prossime settimane. L’Amministrazione ha annunciato la presenza della Polizia Locale nei principali punti interessati dalle modifiche e ha previsto la possibilità di apportare correttivi al piano. Saranno proprio questi correttivi, se necessari, a rappresentare uno degli elementi più interessanti da osservare. Perché un piano di viabilità può essere elaborato attraverso simulazioni e studi, ma la prova definitiva arriva soltanto quando migliaia di persone percorrono contemporaneamente quelle strade per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere il porto o tornare a casa.
Il progetto del nuovo Borgo di Ognina parte quindi da una doppia sfida: realizzare la trasformazione urbana promessa e, nel frattempo, mantenere funzionale la mobilità del quartiere e dell’area circostante. La prima risposta arriverà dalla strada, dai tempi di percorrenza e dalle eventuali criticità che emergeranno. Da lunedì il progetto non sarà più soltanto un intervento annunciato: comincerà a misurarsi con la città reale. E saranno i fatti, più delle dichiarazioni, a stabilire se la nuova viabilità sarà soltanto il prezzo temporaneo di un cantiere o il primo passo verso un Lungomare realmente più vivibile.












