La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un fascicolo d’indagine in merito a quanto accaduto la notte scorsa al “Rifugio Sapienza” sull’Etna, dove almeno nove ospiti della struttura ricettiva sono rimasti intossicati per aver inalato monossido di carbonio.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dalla sostituta Chiara Milazzo, mira a chiarire le cause dell’incidente. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di una possibile fuga di gas all’interno dell’edificio. Per consentire ai Vigili del Fuoco di effettuare tutti i rilievi e gli accertamenti tecnici del caso, la storica struttura è stata posta sotto sequestro a scopo cautelare.
Complessivamente sono nove le persone che hanno richiesto l’intervento dei sanitari e il successivo trasporto all’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Tra i ricoverati, tre pazienti — una giovane coppia e una donna di 55 anni con patologie cardiache pregresse — hanno presentato sintomatologia respiratoria e sono stati trattati in camera iperbarica prima di essere ritrasferiti in Pronto Soccorso per il monitoraggio. Nessuno dei soggetti coinvolti versa in pericolo di vita.
Come spiegato dal primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Cannizzaro, il dottor Savino Borraccino, per i tre pazienti condotti in camera iperbarica si è reso necessario il trattamento terapeutico poiché presentavano valori di carbossiemoglobina superiori al 40%. Gli altri sei intossicati, i cui livelli siringati risultavano superiori al 5%, non hanno mostrato complicanze cliniche e non hanno necessitato di ossigenoterapia iperbarica, rimanendo comunque sotto osservazione medica.












