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Museo dell’Etna a Catania, il cantiere rallenta: apertura nel 2027

Slitta il Museo dell’Etna nell’ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania: i lavori accumulano 240 giorni di ritardo. La nuova scadenza è marzo 2027.

Il Museo dell’Etna non aprirà nei tempi annunciati. Il grande progetto di recupero dellex ospedale Vittorio Emanuele di via Plebiscito, a Catania, subisce una battuta d’arresto sul cronoprogramma: la conclusione dei lavori, prevista per il 3 agosto 2026, è stata rinviata a marzo 2027. Un rinvio di 240 giorni che allunga l’attesa per un’opera considerata centrale nel processo di rigenerazione del centro storico e nella valorizzazione del rapporto tra la città e il suo vulcano. Il futuro museo, pensato come spazio culturale e scientifico dedicato all’Etna, resta quindi un obiettivo concreto, ma con tempi più lunghi rispetto alle previsioni iniziali.

Dalla promessa del rilancio al nuovo calendario dei lavori

Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare una parte dell’ex presidio ospedaliero, ormai dismesso, in un nuovo polo culturale aperto alla città. Nel 2020 la Regione Siciliana aveva stanziato 25 milioni di euro per la valorizzazione del complesso monumentale del Vittorio Emanuele: di questi, oltre 14 milioni sono destinati al recupero del padiglione San Marco, la struttura che ospiterà il Museo dell’Etna. Un intervento ambizioso, pensato per restituire nuova vita a un luogo storico e creare un punto di riferimento per il turismo culturale e scientifico. Il museo dovrebbe raccontare il vulcano attraverso percorsi espositivi innovativi, ma anche offrire una nuova prospettiva sulla città grazie a spazi progettati per valorizzare il paesaggio urbano.

La proroga di 240 giorni: cosa è successo nel cantiere

A determinare lo slittamento è stata la richiesta avanzata dall’impresa esecutrice, il Consorzio stabile Medil di Benevento insieme alla I.co.ser di Gangi, che nel marzo 2026 ha chiesto una proroga di 240 giorni rispetto alla scadenza originaria. Secondo quanto riportato negli atti, la richiesta sarebbe legata a difficoltà considerate indipendenti dalla volontà dell’impresa e tali da rendere impossibile il rispetto del calendario iniziale.

La direzione dei lavori aveva valutato un prolungamento più contenuto, pari a 165 giorni, ma la questione è stata successivamente sottoposta al Collegio consultivo tecnico, organismo chiamato a dirimere le controversie negli appalti pubblici. Il Collegio ha ritenuto la richiesta dell’impresa proporzionata e tecnicamente motivata. Il Genio civile di Catania, in qualità di stazione appaltante, ha quindi scelto di concedere la proroga, puntando sul principio di risultato: meglio garantire una nuova scadenza realistica piuttosto che accumulare ulteriori ritardi.

La terrazza sull’Etna: il simbolo del nuovo museo

Tra gli elementi più attesi del progetto c’è la realizzazione di una vera e propria finestra sulla montagna simbolo della Sicilia. Il piano prevede infatti la trasformazione di parte del terzo piano del padiglione San Marco con la creazione di una terrazza e di una sala espositiva panoramica. Una grande vetrata continua, arretrata rispetto alla facciata, dovrebbe offrire una visuale privilegiata sull’Etna, con il centro storico barocco di Catania a fare da scenario. Un elemento architettonico pensato non soltanto come spazio museale, ma come nuovo punto di osservazione della città e del territorio. L’intervento interessa un’area di circa ottomila metri quadrati prospiciente via Plebiscito e rappresenta uno dei passaggi più importanti della trasformazione dell’intero complesso.

Un nuovo quartiere tra cultura, università e rigenerazione urbana

Il Museo dell’Etna rappresenta solo una parte di un progetto molto più ampio destinato a cambiare il volto dell’ex Vittorio Emanuele. Nel piano complessivo è previsto il coinvolgimento dell’Università di Catania, che potrà utilizzare nuovi spazi per la didattica e la residenzialità studentesca. Il progetto comprende ambienti destinati ad accogliere fino a tremila studenti e circa trecento alloggi per universitari fuori sede o aventi diritto.

Prevista anche la demolizione di alcuni edifici privi di valore storico per creare un collegamento più armonico con il complesso monumentale dell’ex Monastero dei Benedettini. L’obiettivo finale è quello di trasformare un’area rimasta a lungo inutilizzata in un nuovo centro della vita culturale e universitaria cittadina. Il traguardo, però, dovrà attendere ancora qualche mese: il Museo dell’Etna dovrà passare prima dall’ultimo tratto del cantiere.

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