Il nascondiglio improvvisato in piazza Carlo Alberto
Un marsupio nascosto nell’alloggiamento di un contatore dell’acqua e, al suo interno, 28 dosi di cocaina. È quanto hanno trovato, secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico durante un controllo effettuato a Catania. L’uomo, un 71enne catanese con precedenti per reati contro il patrimonio e già sanzionato in diverse occasioni come parcheggiatore abusivo, è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’intervento è scattato in via San Gaetano alla Grotta, dove i poliziotti delle Volanti e delle Moto Volanti avrebbero notato l’uomo, già conosciuto dagli agenti, dopo un breve scambio di battute con un automobilista.
Il 71enne si sarebbe quindi diretto verso piazza Carlo Alberto, dove avrebbe nascosto il marsupio all’interno dell’alloggiamento di un contatore dell’acqua, per poi sedersi su una sedia a poca distanza. Insospettiti dalla condotta osservata, gli agenti hanno proceduto al controllo e recuperato il marsupio, trovando al suo interno le 28 dosi di cocaina. Durante il controllo sarebbe stata inoltre rinvenuta una somma di denaro, sottoposta a sequestro poiché ritenuta dagli investigatori riconducibile all’attività di spaccio.
La perquisizione in casa e il proiettile
Gli accertamenti sono stati successivamente estesi all’abitazione dell’uomo, nel quartiere San Cristoforo. Secondo quanto comunicato dalla Polizia, durante la perquisizione, in cucina e precisamente dietro un tubo dell’acqua, è stato trovato un proiettile. Per questo motivo il 71enne è stato anche denunciato per detenzione abusiva di munizioni. Al termine delle operazioni, su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato accompagnato nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa dell’udienza per direttissima.
Per entrambi i fatti contestati resta ferma la presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento e con eventuale sentenza definitiva. L’operazione, secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia di Stato, nasce dunque da un controllo sul territorio che ha portato gli agenti prima al presunto nascondiglio della droga e successivamente alla scoperta del munizionamento nell’abitazione.












