Università di Catania, si laurea con 110 e lode un detenuto del Polo Penitenziario

il 31enne detenuto ad Augusta consegue la laurea in Scienze Alimentari con 110 e lode. Il rettore Foti: "La conoscenza è un'opportunità reale di dignità e futuro".

Questa mattina, nell’aula magna del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stata scritta una pagina significativa nella storia dell’Ateneo.

Giuseppe B., trentun’anni, catanese, studente iscritto al Polo Universitario Penitenziario di UniCT, ha conseguito la laurea in Scienze e tecnologie per la ristorazione e la distribuzione degli alimenti mediterranei, ottenendo una votazione finale di 110 e lode e segnando un traguardo che va ben oltre il successo personale.

Il conseguimento del titolo da parte del candidato, attualmente detenuto nell’istituto carcerario di Augusta, rappresenta infatti una concreta testimonianza del valore dell’istruzione come strumento di riscatto, cambiamento e inclusione sociale, oltre a costituire il risultato di un percorso costruito negli anni grazie all’impegno del Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Catania.

Un lavoro corale che ha coinvolto il team accademico composto dai professori Teresa Consoli, Fabrizio Siracusano, Daniela Ferrarello e Ignazio Blanco, il dirigente dell’Area della Didattica Giuseppe Caruso, il personale tecnico-amministrativo (Antonina Caudullo, Salvo Garozzo e Domenico Morselli), i tutor senior (Nina Spina, Sofia Paternò, Irene Selvaggio e Giuliana Mirenda) e, soprattutto, i tutor junior, che quotidianamente accompagnano e sostengono nel percorso universitario i loro colleghi detenuti.

Iscritto al PUP di Catania dall’anno accademico 2022/2023, Giuseppe B. ha discusso una tesi di laurea su “L’utilizzo di coagulanti vegetali per la produzione di formaggi”, sotto la guida della relatrice Cinzia Randazzo. Oggi ha potuto partecipare in presenza alla seduta di laurea grazie all’autorizzazione concessa dal Magistrato di Sorveglianza e al prezioso supporto del personale della casa di reclusione di Augusta.

Alla cerimonia, presieduta dalla presidente del corso di studi Elisabetta Nicolosi, hanno voluto essere presenti anche il rettore Enrico Foti e il direttore del Di3A Mario D’Amico, a testimonianza del valore istituzionale e umano del suo traguardo.

“Il successo di un’università non si misura soltanto nei titoli che conferisce, ma anche nelle vite che contribuisce a cambiare – ha sottolineato il rettore Foti -. Oggi celebriamo il valore del diritto allo studio e la capacità della formazione di diventare uno strumento concreto di crescita personale e di responsabilità sociale. In questo senso, il Polo Universitario Penitenziario rappresenta una delle espressioni più authentic della missione pubblica dell’Università: garantire che la conoscenza sia un’opportunità reale di riscatto, capace di restituire prospettive, dignità e fiducia nel futuro”.

“Questo risultato – ha aggiunto il rettore – è anche la dimostrazione che quando le istituzioni lavorano insieme possono generare un valore che supera il singolo percorso individuale e produce un beneficio per l’intera comunità. A Giuseppe rivolgo il mio più sincero augurio affinché questa laurea rappresenti l’inizio di una nuova fase della sua vita, costruita sul lavoro, sulla responsabilità e sulla piena partecipazione alla comunità”.

Nella premessa della sua tesi di laurea, Giuseppe ha voluto dedicare un sentito ringraziamento a tutte le persone che lo hanno accompagnato lungo un percorso che definisce «di crescita culturale, ma soprattutto personale». Un cammino reso possibile dal contributo di tante figure e istituzioni: da chi ha reso possibile la nascita dei Poli Universitari Penitenziari al Garante regionale dei Diritti dei Detenuti, dai vertici dell’Università a quelli del Dipartimento, dal Magistrato di Sorveglianza alla Direzione della Casa di Reclusione di Augusta e al Comandante di Reparto, fino al personale della Polizia penitenziaria, all’area educativa e all’équipe degli psicologi. Un ringraziamento speciale è rivolto a Emilia Spuches, referente del Polo Universitario Penitenziario all’interno dell’Istituto. Parole di riconoscenza sono dedicate anche ai docenti, alle tutor Sofia e Nina e ai suoi familiari, che lo hanno sostenuto durante tutto il percorso.

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