Tornano sul piede di guerra gli autotrasportatori siciliani. A spingere la categoria verso una nuova mobilitazione sono gli aumenti insostenibili del gasolio, che ha toccato i 2,40 euro al litro, mettendo a serio rischio la tenuta economica di centinaia di imprese dell’Isola. All’orizzonte si riaffaccia così lo spettro del fermo dei mezzi, un’eventualità che rischierebbe di paralizzare la movimentazione delle merci, mandare in tilt i collegamenti con i principali porti regionali e far scattare la corsa ai rifornimenti di carburante.
Al centro delle rivendicazioni c’è lo sblocco dei 15 milioni di euro stanziati lo scorso maggio dal governo Schifani proprio per ammortizzare i rincari energetici. Nonostante il provvedimento sia già stato predisposto — come confermato dall dall’assessore regionale alla Mobilità , Alessandro Aricò — si attende ancora l’ultimo passaggio burocratico per l’effettiva erogazione delle risorse.
Un momento chiave della vertenza è fissato per mercoledì 23 settembre alle ore 15:00, quando l’assessore Aricò incontrerà a Palermo i rappresentanti di categoria e la Consulta dell’autotrasporto. Oltre all’erogazione dei fondi, le associazioni chiederanno di ritoccare la bozza del decreto per superare i vincoli imposti dal regime europeo del “de minimis” (la cui soglia ordinaria è di 300 mila euro per impresa, estesa di altri 50 mila euro dalla Commissione UE per l’emergenza energetica).
La posizione della categoria resta intransigente. Il segretario regionale dell’Aitras, Salvatore Bella, ha rimarcato che senza risposte immediate ed esecutive il blocco dei TIR sarà inevitabile, con ripercussioni dirette sui porti dell’Isola analoghe a quelle già registrate lo scorso aprile.
A complicare la situazione si aggiungono poi i ritardi nei pagamenti della prima annualità del Sea Modal Shift (l’ex Marebonus) e le richieste di un incremento dei fondi destinati alla terza annualità . Il confronto di dopodomani rappresenterà dunque un vero e proprio banco di prova per verificare se ci saranno i margini per un’intesa ed evitare la paralisi del trasporto merci in Sicilia.











