CIRSS 2026: la ricerca che disegna il welfare del domani

A Catania si conclude CIRSS 2026: oltre 100 contributi scientifici per ripensare servizi sociali e welfare tra ricerca, innovazione e inclusione.

Come costruire un sistema di welfare capace di rispondere alle nuove fragilità sociali, alle trasformazioni demografiche e alle crescenti disuguaglianze?

È attorno a questa domanda che si è sviluppata la quinta edizione della Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale (CIRSS 2026), ospitata dallUniversità di Catania. Per tre intense giornate, il mondo accademico, i professionisti del sociale, le istituzioni e gli studenti hanno condiviso esperienze, risultati di ricerca e prospettive innovative, dando vita a un confronto che ha messo al centro il futuro delle politiche sociali e dei servizi dedicati alle persone più vulnerabili.

Un confronto nazionale sulle sfide del cambiamento

La conferenza si è affermata come uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati alla ricerca nel servizio sociale, riunendo studiosi provenienti da numerosi atenei e operatori impegnati quotidianamente nei territori. Promossa dalla Società Italiana di Servizio Sociale e organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania, l’iniziativa ha rappresentato un’occasione preziosa per analizzare i cambiamenti che stanno attraversando la società contemporanea.

Dall’invecchiamento della popolazione alle nuove povertà, dai fenomeni migratori alle trasformazioni delle reti familiari, i partecipanti hanno discusso strumenti e strategie per rendere i servizi sociali sempre più efficaci, accessibili e capaci di intercettare bisogni complessi e in continua evoluzione.

Oltre cento contributi per innovare il welfare

Uno degli elementi distintivi di CIRSS 2026 è stato l’ampio spazio dedicato alla produzione scientifica. Con oltre cento contributi presentati nel corso della manifestazione, la conferenza ha offerto una fotografia aggiornata dello stato della ricerca nel settore. Studi empirici, analisi comparative, esperienze di innovazione territoriale e riflessioni metodologiche hanno contribuito a delineare nuove prospettive per il welfare italiano.

La ricerca è emersa come uno strumento essenziale non solo per comprendere i fenomeni sociali, ma anche per orientare le decisioni pubbliche e progettare interventi più efficaci. In questo contesto, il dialogo tra università, professioni e istituzioni si è confermato un fattore decisivo per trasformare le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete per le comunità.

Il ruolo dell’Università di Catania e della formazione

L’organizzazione dell’evento ha visto il coinvolgimento diretto del corso di laurea interclasse in Sociologia e Servizio Sociale e del corso di laurea magistrale in Politiche e Servizi Sociali, coordinati dai docenti Deborah De Felice e Carlo Colloca, con la responsabilità organizzativa della professoressa Maria Pia Castro. Un impegno che testimonia la centralità della formazione universitaria nella preparazione delle future generazioni di professionisti del sociale.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti, impegnati nell’accoglienza e nella gestione della conferenza. La loro presenza ha rappresentato il simbolo di un passaggio di competenze e valori tra ricerca, formazione e pratica professionale, evidenziando l’importanza di investire sul capitale umano per affrontare le sfide del futuro.

Una rete di istituzioni per costruire comunità inclusive

Tra gli aspetti più apprezzati dell’evento vi è stata la forte collaborazione tra istituzioni, enti locali e professionisti del settore. Come sottolineato dalla professoressa Deborah De Felice, un contributo significativo è arrivato dall’assessore ai Servizi Sociali, all’Inclusione Sociale e alla Famiglia del Comune di Catania, Serena Spoto, e dalla direttrice della Direzione Famiglia e Politiche Sociali, Lucia Leonardi, che hanno preso parte all’apertura dei lavori.

Fondamentale anche il coinvolgimento dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Sicilia, rappresentato dal presidente Giuseppe Ciulla e dai componenti del Consiglio regionale. Una partecipazione che ha rafforzato il carattere multidisciplinare della conferenza e la volontà condivisa di costruire un welfare capace di mettere al centro le persone, promuovere inclusione e garantire risposte sempre più adeguate ai bisogni delle comunità. CIRSS 2026 si chiude così lasciando un patrimonio di idee, relazioni e proposte che continueranno a orientare il dibattito e le politiche sociali dei prossimi anni.

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