
Orgoglio, cuore e una rimonta completata a metà. Il Catania batte l’Ascoli per 2-1 al “Massimino”, ma al triplice fischio non ci sono caroselli, solo il silenzio irreale di uno stadio che mastica amaro. I rossazzurri gettano il cuore oltre l’ostacolo, ma escono dal campo eliminati. Il verdetto del doppio confronto premia i marchigiani, lasciando agli etnei solo i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato.
Il Catania parte con l’acceleratore premuto al massimo per scardinare subito la difesa marchigiana. L’approccio aggressivo degli uomini di Toscano raccoglie i frutti dopo appena sette minuti:
7′ pt – GOL DEL CATANIA: Caturano approfitta di un’esitazione difensiva e sblocca subito la partita. Il Massimino diventa una bolgia.
I rossazzurri continuano a spingere, l’Ascoli soffre l’intraprendenza dei padroni di casa e fatica a ripartire. Proprio allo scadere della prima frazione di gioco, arriva la scintilla che incendia le speranze di rimonta:
44′ pt – RADDOPPIO DEL CATANIA: Forte trova la zampata vincente per il 2-0.
Le squadre vanno al riposo su un punteggio che riapre clamorosamente i giochi: con un intero secondo tempo da giocare, al Catania manca solo un gol per pareggiare il computo totale.
Nella seconda metà di gara i ritmi inevitabilmente calano. La stanchezza comincia ad affiorare e l’Ascoli di Tomei si serra dietro, provando a blindare la qualificazione. Il Catania ci prova, l’allenatore inserisce forze fresche ma il muro bianconero regge.
A spegnere definitivamente i sogni di gloria dei tifosi rossazzurri è una fiammata ospite all’82esimo: Oviszach trova il gol che accorcia le distanze per l’Ascoli e fissa il risultato sul 2-1.
I minuti di fuoco: Subito dopo il gol dell’Ascoli, il match subisce una brusca interruzione. Dagli spalti del Massimino piovono fumogeni e petardi in campo. L’arbitro è costretto a sospendere il gioco per diversi minuti prima di poter far riprendere la partita e traghettarla fino al triplice fischio, dopo 6 minuti di recupero in un clima di aperta contestazione.
Il Catania esce così dai playoff a testa alta per la prestazione della serata, ma con l’enorme amaro in bocca per il blackout della gara d’andata che è costato l’intera stagione.
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