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Aci Castello, in fiamme il Lido Esagono nella notte: ipotesi incendio doloso

Rogo nella notte al Lido Esagono di Aci Castello: distrutti solarium e tavole in legno. Indagano i carabinieri sulla pista dolosa.

Un violento incendio ha colpito nella notte il Lido Esagono, storico stabilimento balneare situato lungo la scogliera di Aci Castello, nel Catanese. Le fiamme hanno devastato gran parte dell’area solarium affacciata sul mare, distruggendo il materiale in legno destinato all’allestimento della nuova terrazza per la stagione estiva ormai alle porte. Secondo le prime ricostruzioni investigative, il rogo pare sarebbe stato appiccato volontariamente da ignoti arrivati via mare, sfruttando la conformazione della scogliera per raggiungere la struttura senza essere notati. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini.

Un incendio devastante nella notte

L’allarme è scattato nelle ore notturne, quando le fiamme hanno iniziato ad avvolgere la zona più vicina alla battigia del lido Esagono. In pochi minuti il fuoco si è propagato rapidamente, alimentato dalla presenza di tavole, pedane e materiale ligneo accatastato per i lavori di allestimento del solarium e delle cabine. I vigili del fuoco hanno lavorato per diverse ore per domare il rogo e mettere in sicurezza l’intera area, evitando che le fiamme potessero estendersi ulteriormente alle strutture circostanti.

I danni appaiono ingenti: completamente distrutta parte della terrazza e del materiale necessario all’avvio della stagione balneare. Per il lido si tratta di un duro colpo economico e logistico proprio a ridosso dell’estate, periodo cruciale per le attività turistiche della costa catanese.

La pista dolosa e l’arrivo via mare

Gli investigatori sembrano avere pochi dubbi sulla natura dolosa dell’incendio. Secondo le prime ipotesi, gli autori del gesto sarebbero arrivati dal mare, approdando sugli scogli della zona più appartata del litorale. Da lì avrebbero raggiunto il deposito della legna e appiccato il fuoco, probabilmente scegliendo un punto strategico per massimizzare i danni e agire lontano da occhi indiscreti.

Una modalità d’azione che fa pensare a un piano studiato nei dettagli. I carabinieri della stazione di Aci Castello e della compagnia di Acireale stanno passando al setaccio ogni elemento utile alle indagini, compresi eventuali percorsi utilizzati dagli incendiari e le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nello stabilimento e nelle attività vicine.

Indagini serrate tra testimonianze e telecamere

Le forze dell’ordine stanno raccogliendo testimonianze e analizzando ogni dettaglio per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Fondamentali potrebbero rivelarsi le telecamere di sorveglianza installate nella zona della scogliera, che potrebbero aver ripreso movimenti sospetti nelle ore precedenti al rogo.

Gli investigatori stanno inoltre cercando di capire se l’episodio possa essere collegato a tensioni pregresse, ad atti intimidatori o a eventuali interessi legati alla gestione delle attività balneari della zona. Al momento nessuna pista viene esclusa. L’ipotesi più accreditata resta quella di un’azione mirata, compiuta da persone che conoscevano bene il territorio e i punti meno accessibili della struttura.

Un nuovo colpo dopo i danni del ciclone Harry

Per il Lido Esagono questo incendio rappresenta l’ennesima ferita dopo i danni subiti nei mesi scorsi a causa del ciclone Harry, che durante l’inverno aveva già messo in ginocchio parte dello stabilimento balneare. La struttura stava cercando di rialzarsi e completare i lavori di ripristino in vista dell’apertura estiva, ma il rogo rischia ora di compromettere nuovamente tempi e investimenti.

L’episodio ha scosso profondamente residenti e operatori turistici della zona di Aci Castello, una delle mete balneari più frequentate della costa etnea. Cresce la preoccupazione per un gesto che colpisce non soltanto un’attività commerciale, ma anche uno dei simboli dell’estate catanese. Le indagini proseguono senza sosta nel tentativo di identificare i responsabili e chiarire il movente dietro un atto che ha lasciato dietro di sé distruzione e rabbia.

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