
A ottant’anni dall’approvazione dello Statuto speciale della Regione Siciliana, l’Università di Catania promuove due giornate di confronto dedicate al presente e al futuro dell’autonomia dell’Isola. Il 21 e 22 maggio, tra Palazzo Pedagaggi e Villa San Saverio, studiosi, istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo e della società civile prenderanno parte al convegno “La Sicilia nel mondo che cambia”, organizzato dal Dipartimento di Scienze politiche e sociali e dalla Scuola Superiore di Catania. Un appuntamento che punta a interrogarsi sul ruolo della Sicilia all’interno dei grandi cambiamenti politici, economici e sociali contemporanei, rilanciando il dibattito sul valore attuale dello Statuto speciale.
Il convegno nasce in un momento storico particolarmente significativo per la Sicilia. L’ottantesimo anniversario dello Statuto speciale rappresenta infatti non soltanto una ricorrenza istituzionale, ma anche l’occasione per riflettere sull’evoluzione dell’autonomia regionale e sulle sfide che attendono l’Isola nei prossimi anni. Attraverso il contributo di costituzionalisti e studiosi provenienti dagli atenei di Catania, Palermo, Messina ed Enna, l’iniziativa intende offrire una lettura critica delle trasformazioni che stanno attraversando la società siciliana.
Al centro del dibattito vi sarà il rapporto tra autonomia e cambiamento globale. In un contesto segnato da nuove dinamiche economiche, transizione digitale, crisi demografica e ridefinizione degli equilibri istituzionali, il modello autonomistico siciliano viene chiamato a confrontarsi con esigenze sempre più complesse. La riflessione proposta dall’Università di Catania punta quindi a comprendere se e come l’autonomia possa ancora rappresentare uno strumento efficace di sviluppo, tutela dei diritti e valorizzazione delle specificità territoriali.
I lavori si articoleranno in tre sessioni tematiche:
Temi che permetteranno di affrontare il ruolo della Regione Siciliana da prospettive differenti, mettendo in relazione aspetti giuridici, politici, economici e culturali. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è favorire un confronto multidisciplinare e costruttivo tra il mondo accademico e i principali attori della vita pubblica siciliana.
La convinzione condivisa è che il futuro dell’autonomia dipenda dalla capacità delle istituzioni regionali di coniugare specialità statutaria e unità nazionale, garantendo al tempo stesso efficienza amministrativa, partecipazione democratica e tutela dei diritti dei cittadini. Una sfida che appare sempre più centrale in una Sicilia chiamata a ridefinire il proprio ruolo nel Mediterraneo e nello scenario europeo.
La giornata inaugurale di giovedì 21 maggio si aprirà nell’aula magna di Palazzo Pedagaggi con una serie di saluti istituzionali che testimoniano il forte coinvolgimento delle principali autorità civili, religiose e accademiche del territorio. Interverranno il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il prefetto Pietro Signoriello, il sindaco di Catania Enrico Trantino e l’arcivescovo Luigi Renna.
Previsti inoltre gli interventi della presidente della Scuola Superiore di Catania Ida Nicotra e della direttrice del Dipartimento di Scienze politiche e sociali. Ad aprire ufficialmente il confronto scientifico sarà la relazione introduttiva del professor Vincenzo Antonelli, tra i coordinatori dell’iniziativa. Un momento che darà il via a un ampio dibattito sulle prospettive istituzionali e sociali della Sicilia contemporanea.
La seconda giornata del convegno, in programma venerdì 22 maggio nella ex Cappella di Villa San Saverio, sarà dedicata alla tavola rotonda conclusiva dal titolo: “Quale futuro per l’autonomia siciliana?”
A introdurre l’incontro sarà la professoressa Ida Nicotra, presidente della Scuola Superiore di Catania, che guiderà il confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del sistema economico, del mondo ecclesiastico e del terzo settore. Tra gli ospiti previsti figurano Giovanni Cultrera di Montesano, sovrintendente del Teatro Bellini di Catania; Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania; Giuseppe Di Forti, presidente di Sicilbanca; il rettore Enrico Foti; Giuseppe Montemagno, portavoce del Forum del Terzo Settore della Sicilia; Antonino Raspanti, presidente della Conferenza Episcopale Siciliana; e Gaetano Vecchio, già presidente di Confindustria Sicilia.
Il convegno si concluderà nel pomeriggio di venerdì con una sessione dedicata a studenti,
studentesse e giovani studiosi, chiamati a presentare proposte e visioni per il futuro della Sicilia
nell’ambito di una call for papers promossa dagli organizzatori. Un confronto che punta a delineare idee, proposte e prospettive concrete per il futuro dell’autonomia siciliana nel mondo contemporaneo.
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