
Il 15 aprile si celebra la Giornata nazionale del Made in Italy, istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per promuovere e valorizzare le eccellenze produttive italiane, con una data simbolica che coincide con l’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. Tuttavia, il clima di celebrazione lascia spazio a una riflessione più critica sul futuro delle produzioni nazionali.
In un contesto caratterizzato da forte instabilità geopolitica internazionale, i produttori italiani esprimono crescente preoccupazione per l’impatto che crisi dei trasporti, rincari energetici e tensioni sui mercati globali possono avere sulla tenuta delle filiere. L’attenzione si concentra in particolare sul rischio che l’ingresso di produzioni estere possa indebolire ulteriormente la competitività del Made in Italy, proprio nel momento in cui dovrebbe essere maggiormente tutelato e valorizzato.
Uno dei principali elementi di criticità riguarda il sistema logistico e dei trasporti, considerato oggi un punto sensibile per l’intera filiera agroalimentare italiana. Lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia rappresenta, secondo il Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, una misura comprensibile nelle sue motivazioni ma potenzialmente molto dannosa per la distribuzione dei prodotti verso il mercato nazionale.
Il blocco o il rallentamento delle consegne rischia infatti di compromettere la presenza sugli scaffali della grande distribuzione, aprendo spazi a prodotti provenienti da altre regioni o dall’estero. In questo scenario, il problema non riguarda solo la logistica in sé, ma la continuità economica di intere filiere agricole che dipendono fortemente dalla tempestività della distribuzione per mantenere competitività e posizionamento sul mercato.
Particolarmente esposta a queste criticità è l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy agroalimentare e tra i principali ambasciatori della Sicilia nei mercati nazionali e internazionali. Secondo i dati Ismea-Qualivita, il prodotto si colloca oggi al terzo posto tra gli ortofrutticoli italiani a marchio IG per valore e produzione, con una crescita della produzione certificata dell’8,4% e un valore economico che ha raggiunto circa 20 milioni di euro, in aumento dell’11,8% rispetto all’anno precedente.
Nonostante questi risultati positivi, il Consorzio evidenzia il rischio concreto di un’inversione di tendenza dovuta alla combinazione di fattori critici come il blocco logistico, l’aumento del costo del gasolio agricolo, il rincaro di concimi, fertilizzanti ed energia elettrica. Questi elementi stanno mettendo sotto forte pressione la sostenibilità economica delle imprese agricole siciliane.
In questo contesto di crescente difficoltà, il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana, lancia un appello diretto alle istituzioni regionali e nazionali affinché intervengano con misure concrete e tempestive a sostegno della filiera.
Secondo il Consorzio, la situazione attuale rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi strutturale, aggravata anche dai danni già subiti a causa di eventi climatici estremi e cicloni che hanno colpito il territorio;
“Siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che fa seguito ai danni che abbiamo ricevuto dal passaggio dei vari cicloni, per questo chiediamo con forza alle istituzioni regionali, nazionali di intervenire immediatamente con misure concrete a sostegno della nostra filiera, per evitare una guerra tra poveri e salvaguardare il valore di quel made in Italy che proprio nella giornata di oggi celebriamo”. Gerardo Diana.
L’obiettivo delle richieste avanzate è evitare una “guerra tra poveri” e salvaguardare il valore del Made in Italy agroalimentare, che proprio nella giornata odierna, del 15 aprile, dovrebbe essere celebrato e protetto. Senza interventi mirati su trasporti, costi produttivi e stabilità della filiera, il rischio concreto è quello di una progressiva perdita di competitività e di quote di mercato a vantaggio di produzioni estere.
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