
Oggi, 13 aprile 2026 , le farmacie private italiane vivono una giornata di mobilitazione senza precedenti: circa 76 mila lavoratrici e lavoratori incrociano le braccia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto ad agosto 2024. L’iniziativa, organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, mira a richiamare l’attenzione sulle richieste di adeguamento salariale, riconoscimento delle competenze e tutele professionali, in un contesto di crescente responsabilità per il personale delle farmacie.
La mobilitazione di oggi riguarda tutte le farmacie private italiane, con servizi garantiti a regime ridotto. Sono previsti servizi minimi obbligatori: almeno un terzo del personale deve essere presente e almeno il 50% delle prestazioni deve essere garantito, comprese quelle nelle farmacie di turno. Solo in casi eccezionali, se il personale aderisce interamente e non è possibile assicurare i servizi, alcune sedi potrebbero chiudere, previa comunicazione alle autorità sanitarie e al Comune. I cartelli informativi, esposti almeno cinque giorni prima, segnalano le farmacie interessate, permettendo ai cittadini di organizzarsi per l’accesso ai farmaci indispensabili.
Alla base dello sciopero c’è la mancata firma del contratto collettivo nazionale scaduto il 31 agosto 2024. Nonostante vari incontri tra sindacati e Federfarma, le trattative non hanno ridotto in modo significativo le distanze tra le parti, soprattutto sul fronte salariale. I sindacati denunciano che le proposte economiche dei datori di lavoro non compensano la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, rendendo urgente un adeguamento dei salari al costo della vita. Il contratto, secondo i lavoratori, deve inoltre riconoscere pienamente le competenze acquisite e le responsabilità crescenti dei farmacisti e dei collaboratori.
Negli ultimi anni le farmacie private hanno ampliato il loro ruolo oltre la semplice dispensazione dei farmaci. Vaccinazioni, test diagnostici, prevenzione e servizi sanitari di prossimità hanno trasformato queste strutture in veri e propri presidi sanitari territoriali. I sindacati sottolineano che il contratto deve aggiornarsi per riflettere questa evoluzione: maggiore formazione, riconoscimento delle nuove funzioni e adeguata valorizzazione delle responsabilità professionali sono tra le richieste chiave della protesta.
Oltre allo sciopero nelle farmacie, oggi è in corso una manifestazione nazionale a Roma, con partenza alle 9:00 da Piazza Vittorio Emanuele II e arrivo a Piazza San Giovanni in Laterano, sede dell’associazione dei datori di lavoro.
“L’auspicio è che finalmente si riesca ad abbattere il muro eretto dall’associazione dei datori di lavoro davanti alle rivendicazioni sindacali e si arrivi finalmente a un confronto privo di rigidità che salvaguardi il potere d’acquisto dei farmacisti e il delicato lavoro che svolgono”. Si legge in una nota delle organizzazioni sindacali.
I sindacati auspicano che la mobilitazione dia voce al disagio di migliaia di professionisti che garantiscono un servizio pubblico essenziale, spesso sottovalutato, e possa rompere l’impasse nelle trattative, portando finalmente a un confronto concreto su salari, tutele e riconoscimento delle nuove competenze.
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