
Bonus Mamme 2026; Il 2026 porta importanti novità per le madri lavoratrici in Italia. La legge di Bilancio ha confermato il potenziamento del bonus mamme lavoratrici, aumentando l’importo mensile da 40 a 60 euro, con un tetto massimo annuo che sale da 480 a 720 euro.
Il contributo rappresenta un sostegno concreto alle famiglie, aiutando le madri a conciliare lavoro e cura dei figli nei primi anni di vita. Ma il bonus non è l’unica agevolazione: il pacchetto di sostegno include anche congedi parentali più flessibili, bonus nuovi nati e maggiori giorni di malattia pagati, rendendo la misura più completa e adatta alle esigenze contemporanee.
Per ottenere il bonus è necessario fare domanda all’Inps subito dopo la nascita del bambino, una volta ottenuto il codice fiscale del neonato. Al momento non sono state ancora aperte le finestre specifiche per il 2026, ma è probabile che la procedura segua lo stesso calendario dello scorso anno, con possibilità di presentazione entro dicembre e pagamento in un’unica soluzione.
Per chi avesse maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025, è ancora possibile presentare la domanda relativa al 2025 fino al 31 gennaio 2026, con pagamento previsto entro fine febbraio. La domanda va inoltrata telematicamente tramite il portale Inps, utilizzando Spid, Cie o Cns, oppure con assistenza di un patronato o tramite il contact center dell’Inps, offrendo così diversi canali di accesso a tutte le madri interessate.
Un elemento particolarmente importante del bonus è la sua durata, che varia in base alla composizione del nucleo familiare. Per madri con due figli, il contributo rimane valido fino al decimo compleanno del figlio più piccolo, coprendo così il periodo della scuola primaria, quando i costi per tempo pieno e attività extrascolastiche sono più elevati.
Per le famiglie con tre o più figli, il bonus accompagna la madre fino al diciottesimo compleanno del figlio più giovane, garantendo un sostegno continuativo nell’intero percorso di crescita dei bambini. In questo modo, il legislatore non offre solo un aiuto economico temporaneo, ma costruisce una misura di lungo periodo che permette alle madri lavoratrici di pianificare con maggiore sicurezza le proprie scelte professionali e familiari.
Il bonus mamme non è isolato: le donne che diventeranno madri nel 2026 potranno contare su una serie di misure complementari. Il congedo parentale viene esteso fino ai 14 anni del bambino, con indennità fino all’80% della retribuzione per tre mesi e 30% nei nove successivi, consentendo un equilibrio più flessibile tra lavoro e cura dei figli. Viene confermato anche il bonus nuovi nati, un contributo una tantum da 1.000 euro, utile per affrontare le spese iniziali legate all’arrivo del bambino. Infine, aumentano i giorni di malattia pagati, rafforzando ulteriormente la protezione delle madri lavoratrici nei primi anni di vita dei figli.
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