
Carta del docente 2026: Mentre gennaio 2026 volge al termine, il portafoglio digitale degli insegnanti resta ancora vuoto. A differenza degli anni passati, quando la Carta del docente veniva accreditata già tra settembre e ottobre, per l’anno scolastico 2025-2026 l’attesa si sta prolungando. Il ritardo non è casuale, ma legato a una profonda riforma del sistema, destinata a modificare regole, importi e platea dei beneficiari.
Attualmente il sito cartadeldocente.istruzione.it risulta operativo esclusivamente per la gestione dei residui non spesi degli anni scolastici precedenti. Nessun nuovo accredito è stato ancora effettuato per il 2026, creando incertezza tra docenti di ruolo e precari che attendono di programmare spese formative e professionali.
La vera svolta della Carta del docente 2026 è l’estensione strutturale del beneficio anche ai supplenti annuali con contratto al 31 agosto e a quelli fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Si tratta di circa 190mila nuovi potenziali beneficiari, un ampliamento significativo che ha reso necessario un aggiornamento normativo e tecnico.
Per rendere operativo il nuovo sistema è indispensabile un decreto interministeriale MIM-MEF, atteso – salvo ulteriori slittamenti – entro il 30 gennaio 2026. Solo dopo la pubblicazione del provvedimento sarà possibile procedere con l’accredito delle somme.
Uno dei punti più discussi riguarda l’importo del bonus: I tradizionali 500 euro annui sembrano destinati a diventare un ricordo. Il motivo è semplice: a fronte di un numero molto più elevato di beneficiari, il fondo stanziato dal Governo non ha subito aumenti proporzionali.
Le stime attuali indicano che la Carta del docente 2026 potrebbe attestarsi tra 400 e 450 euro, con il rischio – secondo alcune sigle sindacali – di un taglio fino al 25%, portando l’importo intorno ai 375 euro. Il sistema a importo fisso lascia quindi spazio a un modello a importo variabile, calcolato di anno in anno in base al numero effettivo di docenti in servizio.
Oltre ai cambiamenti su tempi e importi, il 2026 introduce nuove regole di utilizzo del bonus. In particolare, viene limitata la spesa per dispositivi tecnologici: dopo un primo acquisto, PC e tablet potranno essere comprati una sola volta ogni quattro anni, una misura pensata per evitare abusi e ottimizzare le risorse.
Accanto alle restrizioni, arrivano anche aperture importanti. La Carta del docente 2026 potrà essere utilizzata anche per abbonamenti ai trasporti pubblici, una novità particolarmente apprezzata dai docenti pendolari che ogni giorno si spostano tra comuni, province o regioni diverse.
La data chiave resta il 30 gennaio 2026. Dopo la pubblicazione del decreto interministeriale, saranno necessari alcuni giorni tecnici per aggiornare i portafogli elettronici e rendere effettivamente spendibile il bonus. Solo allora gli insegnanti potranno finalmente conoscere l’importo definitivo e iniziare a utilizzarlo.
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