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Bonus mamme 2026: proroga a gennaio, requisiti e scadenze

Bonus mamme 2026, proroga fino al 31 gennaio 2026: chi può fare domanda, requisiti, importi e modalità di accesso, scopri tutte le novità.

Bonus mamme 2026: Arriva una nuova opportunità per le madri lavoratrici grazie alla proroga del nuovo bonus mamme, una misura di sostegno al reddito pensata per supportare chi concilia lavoro e famiglia.

La scadenza ordinaria per presentare la domanda è fissata al 9 dicembre 2025, ma una proroga ufficiale concede più tempo a una platea ben precisa di beneficiarie. Una notizia importante, soprattutto per chi ha avuto o avrà  un figlio proprio a ridosso della fine dell’anno.

La proroga, valida fino al 31 gennaio 2026, consente di non perdere l’accesso a un contributo economico che, seppur di importo contenuto, rappresenta un aiuto concreto in un periodo segnato da rincari e difficoltà economiche diffuse. Vediamo nel dettaglio chi può usufruirne, quali sono i requisiti e come presentare correttamente la domanda.

Bonus mamme 2026: proroga fino al 31 gennaio 2026 per i nuovi requisiti

Il termine per presentare la domanda del bonus mamme 2026 è ufficialmente scaduto il 9 dicembre 2025, ma il legislatore ha previsto una finestra di recupero per chi matura i requisiti dopo questa data. La proroga riguarda infatti le madri lavoratrici che acquisiscono il diritto al bonus tra il 9 dicembre e il 31 dicembre 2025, ad esempio per la nascita o l’adozione di un figlio.

Per queste lavoratrici sarà possibile inoltrare la richiesta fino al 31 gennaio 2026, evitando così di restare escluse solo per una questione temporale. Una scelta che va nella direzione di una maggiore equità e che tiene conto delle dinamiche familiari, spesso imprevedibili, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno.

Cos’è il nuovo bonus mamme lavoratrici e quanto vale

Il nuovo bonus mamme 2026 è una misura di sostegno al reddito introdotta per l’anno 2025 e disciplinata dall’INPS con il messaggio n. 3289 del 31 ottobre 2025. Il contributo consiste nell’erogazione di 40 euro al mese per ogni mese  o frazione di mese di attività lavorativa nel corso del 2025.

Il bonus è riconosciuto alle madri lavoratrici che rispettano specifici requisiti legati al numero dei figli e all’età del più piccolo. In particolare, possono accedere al beneficio:

  • le madri con almeno due figli, di cui il più piccolo con età inferiore ai 10 anni;
  • le madri con tre o più figli, purché il più piccolo abbia meno di 18 anni.

Nel conteggio rientrano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo, ampliando così la platea delle beneficiarie.

Requisiti di lavoro e limiti di reddito: chi è incluso e chi resta fuori

Dal punto di vista lavorativo, il bonus mamma 2026 è destinato alle madri:

  • con contratto di lavoro dipendente, pubblico o privato;
  • lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie.

Sono invece escluse le lavoratrici domestiche, così come le imprenditrici non iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria e le madri titolari di cariche sociali. Rientrano però nel beneficio le lavoratrici con contratti intermittenti o in somministrazione, spesso penalizzate da misure più restrittive.

Attenzione anche a una distinzione importante: le madri con tre o più figli non possono percepire il bonus mamma 2026 nei mesi in cui hanno un contratto a tempo indeterminato, ma per loro resta attivo fino al 31 dicembre 2026 l’esonero totale dei contributi previdenziali, che rappresenta un vantaggio economico ben più consistente.

Infine, il requisito economico: per accedere al bonus, i redditi da lavoro (dipendente o autonomo) nel 2025 devono essere pari o inferiori a 40.000 euro.

Come presentare domanda all’INPS per il bonus mamme

Le madri che rientrano nella proroga e più in generale tutte le aventi diritto  possono presentare la domanda attraverso diversi canali messi a disposizione dall’INPS. In particolare, è possibile fare richiesta:

  • tramite il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
  • contattando il Contact Center Multicanale dell’Istituto;
  • rivolgendosi a patronati e intermediari autorizzati, una soluzione utile per chi ha dubbi o una situazione lavorativa più complessa.

È fondamentale rispettare le scadenze e verificare attentamente il possesso dei requisiti, perché il bonus non viene riconosciuto in automatico ma solo su domanda esplicita.

 

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