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Medicina, esami secondo appello: studenti denunciano nuove irregolarità

Irregolarità, controlli disomogenei e chat durante la prova: si accendo le polemiche sul secondo appello del semestre filtro e sull'equità della selezione

Il semestre filtro di Medicina, che doveva essere lo strumento per risolvere l’annosa questione dell’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia rendendolo più trasparente e meritocratico, sembrerebbe essersi rivelato l’ennesimo flop del sistema. Tra primo e secondo appello infatti, l’attenzione si è progressivamente spostata dalla prova in sé alle modalità irregolari con cui questa è stata svolta in entrambi gli appelli. Le segnalazioni di irregolarità e controlli disomogenei riaccendono il dibattito su un punto cruciale: una selezione nazionale può dirsi veramente equa se non garantisce le stesse condizioni in tutte le sedi? A preoccupare non sono solo i singoli episodi, ma il rischio che il merito finisca in secondo piano. Sullo sfondo, intanto, il Ministero dell’Università e della Ricerca starebbe valutando un possibile piano alternativo per evitare che i posti disponibili restino vacanti: tutti i candidati in graduatoria e debiti da recuperare tra gennaio e febbraio.

Secondo appello: cosa è stato segnalato

Così come il primo, anche il secondo appello del semestre filtro, svoltosi il 10 dicembre, è stato segnato da numerose irregolarità. Mentre la prova d’esame era ancora in corso, diverse chat WhatsApp si sarebbero riempite di domande del test, immagini delle prove e richieste di aiuto in tempo reale. Secondo le segnalazioni, cellulari e altri dispositivi elettronici sarebbero riusciti a entrare nei plessi universitari, consentendo di copiare con estrema facilità.

A raccogliere numerose testimonianze è stato il Comitato Medicina Senza Filtri che parla di messaggi, screenshot e foto provenienti da studenti di più sedi. Le criticità segnalate riguardano soprattutto controlli disomogenei e una vigilanza non sempre efficace. Un copione che, secondo l’associazione, ricalca quanto già avvenuto durante il primo appello del 20 novembre, alimentando il timore che la competizione possa risultare alterata se le regole non vengono applicate in modo uniforme.

Secondo appello: risultati e ricorsi in vista

Per i candidati, la prossima data chiave è il 23 dicembre 2025, giorno in cui sono attesi i risultati del secondo appello sulla piattaforma Universitaly. Tuttavia, il momento decisivo sarà la pubblicazione della graduatoria nazionale, da cui dipende concretamente l’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia.

Sul fronte dei ricorsi, per chi volesse presentarlo, il Comitato ricorda che le azioni formali potranno partire in modo pieno solo dopo la pubblicazione della graduatoria nazionale, prevista dopo il 12 gennaio 2026. Nel frattempo, restano sul tavolo le iniziative già avviate dopo il primo appello, tra diffide e contestazioni legate alle modalità di svolgimento della prova.

Semestre filtro: perché la questione va oltre medicina

Il problema in discussione, però, non riguarda solo chi aspira a diventare medico. Quando un sistema di selezione appare vulnerabile, a essere compromessa è soprattutto la fiducia nel meccanismo stesso. Se le regole non vengono applicate allo stesso modo ovunque, cresce la percezione che il risultato finale non dipenda esclusivamente dalla preparazione. Questo pesa in modo particolare su chi investe mesi di studio e risorse economiche in materiali e corsi di preparazione, affidandosi a una prova che dovrebbe garantire pari condizioni a tutti ma che nella realtà sfugge di mano a proprio a chi di quell’equità dovrebbe esserne garante. In una selezione nazionale, l’uguaglianza delle condizioni resta il principio cardine: senza controlli rigorosi, procedure identiche e interventi rapidi in caso di anomalie, ogni appello rischia di riaprire lo stesso conflitto, trasformando così un test di merito in una questione politica.

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