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La Sicilia si riconferma la regione Italiana con più residenti all’estero

Sempre più siciliani decidono di lasciare la propria patria per cercare nuove opportunità all'estero. Di seguito le ragioni legate a questo triste fenomeno.

Presentata a Roma la XX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Quello che si evince è che sempre più italiani decidono di andare via dall’Italia e di non tornare più. In media si calcola che dal 2006 a oggi il saldo migratorio degli italiani segna -817.000.

Dall’analisi condotta emerge come, purtroppo, siano in prevalenza i giovani ad andare via dall’Italia. Non si parla più solo di emigrazione ma di vera e propria fuga di cervelli, di movimenti fatti da chi parte ma anche da una piccola percentuale che dopo anni decide di tornare. Dalla XX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo (RIM) emerge come negli ultimi decenni si affermi un saldo negativo di italiani che abbandono la patria, affiora così una considerazione preoccupante. In un arco di 20 anni, sono circa 1,6 milioni gli espatri e solo 826 mila rimpatri. Italiani che dopo anni decidono di tornare in Italia. Il risultato finale è un saldo negativo di oltre 817 mila cittadini, un dato che, seppur in continua evoluzione, descrive una realtà con la quale fare i conti. Si parla ormai di una “Italia fuori dell’Italia”. D’altronde al 1 gennaio 2025 , sono ben 6,4 milioni gli italiani iscritti all’Anagrafe per gli italiani all’estero (AIRE), pari quasi a 1 italiano su 9. A questi dati bisogna poi aggiungere quelli relativi ad una mobilità interna. Dal 2014 al 2024 sono circa 1 milioni gli italiani che si sono trasferiti dal Meridione al Centro-Nord, con un saldo negativo per il Mezzogiorno di oltre 500 mila persone.

L’Europa resta il baricentro della mobilità italiana

Dal 2006 al 2024, l’emigrazione italiana si è trasformata in una profonda crisi per tutti i settori, incidendo gravemente sull’economia del nostro Paese. Si tratta di un fenomeno senza eguali e che non tende a fermarsi. E se prima l’emigrazione italiana era considerata un fenomeno episodico, ora è una realtà consolidata che coinvolge ogni parte della società. In questo contesto, l’Europa rimane il cuore pulsante della mobilità italiana, con il 76% degli espatri. Paesi come il Regno Unito, la Germania e la Svizzera continuano a essere le destinazioni più scelte. Ciò che cambia è invece il tipo di mobilità, sempre più circolare e complessa: si parte, si ritorna, si riparte.

Sempre più donne e sempre più famiglie lasciano l’Italia

L’analisi della composizione demografica degli italiani residenti all’estero diventa anno dopo anno sempre più complessa. Per cominciare, quasi la metà degli iscritti all’AIRE è donna, si parla di quasi la metà il 48,3%. Infatti, dal 2006 il numero delle connazionali all’estero è aumentato del 115,9%, molto più rapidamente rispetto agli uomini, fermi a un +98,3%. Accanto alla componente femminile, crescono anche gli over 65. Si osserva come oltre 1,3 milioni di iscritti AIRE, pari al 20,5%, siano anziani over 65: una fascia che cresce per ragioni familiari, economiche o di ricongiungimento con i figli emigrati negli anni precedenti. Dall’altra parte il 14,9%, quindi ben 858 emigrati sono minorenni, segno evidente che molte famiglie italiane hanno scelto di stabilirsi all’estero in modo stabile e far crescere i loro figli lontano dall’Italia. D’altronde sempre più famiglie decidono di risedere all’estero, molte più politiche familiari attente al benessere delle donne, delle madri e delle lavoratrici. In generale le famiglie sembrano godere di un sistema di welfare più inclusivo, un vero e proprio supporto di crescita e formazione dei bambini, e di stabilità economica e professionale delle madri. Nello specifico si contano 3.856.922 famiglie italiane residenti all’estero

I siciliani all’estero

Per il 2024, il saldo migratorio nazionale registra una perdita complessiva di 817.000 residenti all’estero. Di questi circa un quinto proviene dalla Lombardia, per oltre un decimo ciascuno da Veneto e Sicilia e, a seguire, da Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte Il quadro che emerge è quello di tre Italie della mobilità: le regioni “nodo” con flussi significativi in entrambe le direzioni ma saldo negativo (Lombardia in testa), il Nord-Est ad altissima propensione all’uscita e il Mezzogiorno con rientri consistenti ma insufficienti a compensare l’emigrazione.

Ma se si guarda nel complesso, e soprattutto si analizzano i dati relativi alle iscrizioni anagrafiche, si evince come la maggior parte degli italiani residenti all’estero provenga dal Sud Italia. Nello specifico si parla di quasi 2,9 milioni di milioni di iscrizioni pari al 45,1% del totale. Di questi 978 mila proviene dalle Isole (15,2%). Ed è proprio la nostra Sicilia la regione con la comunità di residenti all’estero più numerosa (844 mila), seguita da Lombardia (690 mila) e Veneto (614 mila). Numerosi anche i giovani laureati siciliani che decidono di trasferirsi, che nella speranza di trovare un posto di lavoro abbandono la loro isola per trasferirsi in altre regione. D’altronde la Sicilia si attesta la seconda regione d’Italia, preceduta dalla Campania, con la più alta perdita di giovani laureati, ben 56mila.

Ilaria Santamaria

Laureata in lettere e futura filologa comparatista. Ad occupare il mio tempo libero lunghe passeggiate sotto il sole e una buona lettura di un classico.

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Ilaria Santamaria

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