
Concorso scuola: indetto un nuovo concorso scuola 2025 volto all’assunzione di 58 mila docenti. Tali assunzioni saranno distribuite in tre anni. Secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito, saranno immessi in ruolo 27.376 insegnanti nella scuola dell’infanzia e primaria e 30.759 nella secondaria.
Il governo presenta il concorso come un passo decisivo per rafforzare l’organico, ma i sindacati restano critici: secondo la Cgil, i posti non coprono nemmeno il normale turnover, soprattutto nel sostegno, settore ancora in forte sofferenza
I requisiti per partecipare al concorso variano in base al grado scolastico e al tipo di posto per cui ci si candida. Per la scuola dell’infanzia e primaria, sarà necessario possedere una Laurea in Scienze della Formazione Primaria oppure Diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 (validi anche diplomi linguistici e corsi magistrali triennali/quinquennali). Per la scuola secondaria, è richiesta una laurea magistrale o un diploma AFAM di secondo livello, che sia valido per la relativa classe di concorso.
Per quanto riguarda i posti di sostegno, invece, è indispensabile possedere una specializzazione specifica per quel ruolo. È importante ricordare che ogni aspirante docente può presentare domanda solo in una regione e per una singola classe di concorso, sia per la scuola secondaria di primo o secondo grado, sia per le cattedre di sostegno.
La procedura del concorso scuola 2025 seguirà lo schema consolidato degli ultimi anni e si articolerà in due fasi principali:
La graduatoria finale sarà così composta: 100 punti per la prova scritta e 100 punti per quella orale, a cui si possono aggiungere fino a 50 punti extra derivanti dai titoli culturali e di servizio posseduti. Le graduatorie rimangono valide per tre anni.
Per quanto riguarda le tempistiche, il bando del concorso scuola 2025 è previsto entro ottobre, dopodiché i candidati avranno 20 giorni di tempo per presentare la domanda di partecipazione.
Nonostante i numeri promessi, restano diversi nodi irrisolti. Il sostegno rimane l’ambito più fragile, con molti posti che resteranno scoperti anche dopo le nuove assunzioni. A ciò si aggiunge la partecipazione con riserva, concessa a chi è ancora iscritto a percorsi di abilitazione o TFA, e il rischio di sovrapposizione con le graduatorie già piene dei concorsi precedenti. Anche i tempi per presentare le domande destano preoccupazione: secondo i sindacati le finestre saranno troppo brevi per garantire un’assistenza adeguata e scelte consapevoli. La Flc Cgil sottolinea come il concorso sia stato bandito senza una chiara analisi della situazione delle immissioni in ruolo per il 2025/26, con il pericolo di allungare ulteriormente l’attesa per migliaia di docenti precari già idonei.
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