
Fisco 2025: Con l’approvazione definitiva del decreto fiscale da parte del Senato, il Fisco 2025 introduce importanti novità per professionisti, autonomi e imprese. Il provvedimento rafforza l’adesione al nuovo Concordato preventivo biennale 2025‑2026, permettendo la regolarizzazione delle annualità fiscali pregresse, dal 2019 al 2023, tramite un ravvedimento speciale.
In pratica, i contribuenti che accetteranno la proposta dell’Agenzia delle Entrate potranno sanare le proprie posizioni versando imposte agevolate. Chi aderisce per la prima volta al concordato potrà regolarizzare fino a cinque anni di arretrati, con sconti fino al 30% per i periodi d’imposta relativi agli anni del Covid. Chi ha già aderito nel biennio precedente (2024‑2025), invece, potrà sanare solo il 2023. Il calcolo degli importi si baserà sugli indici sintetici di affidabilità (ISA) del contribuente.
Il decreto introduce anche un’importante novità in tema di verifiche fiscali. L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza dovranno motivare in modo dettagliato ogni accesso presso la sede di contribuenti e aziende, comprese le ispezioni “a sorpresa”. Un passo che risponde anche a una condanna arrivata lo scorso febbraio dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che richiamava l’Italia alla tutela dei diritti procedurali dei cittadini.
Ogni verifica dovrà dunque essere supportata da una motivazione espressa e trascritta negli atti autorizzativi, specialmente quando l’ispezione riguarda attività commerciali, industriali o professionali. Lo scopo è ridurre la discrezionalità nei controlli e rafforzare la fiducia nel sistema tributario.
Il decreto fiscale interviene anche sulla tracciabilità dei rimborsi per trasferte all’estero: ora, le spese sostenute per vitto, alloggio e viaggio sono deducibili anche se effettuate con mezzi non tracciabili, ma resta l’obbligo di pagamento elettronico per le spese di rappresentanza.
Per quanto riguarda i versamenti fiscali, viene previsto uno slittamento del saldo 2024 e dell’acconto 2025 per i soggetti che applicano gli ISA e per i forfettari: sarà possibile pagare dal 21 luglio al 20 agosto 2025 con una maggiorazione dello 0,4%.
Infine, sul fronte degli enti locali, i Comuni avranno tempo fino al 15 settembre 2025 per approvare le nuove aliquote Imu. Tra le altre disposizioni, è stato inoltre stabilito il divieto di cumulo tra il regime fiscale per i lavoratori impatriati e gli incentivi riservati a ricercatori e neo-residenti.
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