Categorie: Attualità

Morti sul lavoro, la strage continua: sindacati in piazza a Catania per il Primo Maggio

Morti sul lavoro in aumento, bandiere listate e appelli ignorati: nella giornata dei lavoratori i sindacati denunciano un sistema che continua a sacrificare vite

Le morti sul lavoro continuano ad alimentare un’emergenza che non accenna a fermarsi. Per questo, a Catania, il Primo maggio non sarà solo una giornata di celebrazione dei lavoratori ma anche un momento di riflessione e denuncia, un grido collettivo contro ritardi strutturali, carenze normative e responsabilità troppo spesso eluse. I sindacati Cisal e Ugl, con approcci diversi ma un fronte comune, denunciano un sistema che continua a barattare sicurezza con produttività, lasciando che il prezzo più alto lo paghino sempre i lavoratori.

Le cifre del dramma: una strage silenziosa

I dati raccolti parlano da sé. Nel 2024, secondo i dati Inail, le morti sul lavoro hanno raggiunto quota 1.090, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente. A questi numeri si aggiungono quelli sommersi del lavoro nero, dove l’assenza di diritti rende ogni incidente ancora più drammatico. La Cisal Catania, nelle parole del suo responsabile Giovanni Lo Schiavo, ha denunciato apertamente questa situazione. <<La sicurezza nei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane. Ogni vita persa è una sconfitta per la società intera>> ha dichiarato Lo Schiavo, evidenziando la precarietà della sicurezza sul lavoro. Eppure, al di là degli appelli e delle dichiarazioni, il bilancio continua a peggiorare. La proposta di partire dalle scuole per creare una nuova cultura della sicurezza è ambiziosa, ma appare lontana dalla risoluzione concreta di un problema che ogni anno miete centinaia di vittime. <<Il lavoro>> ribadisce la Cisal tramite il suo responsabile, <<deve tornare a essere sinonimo di dignità, non di rischio>>.

Ugl: il lutto come simbolo di protesta

Anche l’Ugl ha scelto di dedicare la festa dei lavoratori al tema della morti sul lavoro, attraverso una forma simbolica forte: le bandiere a mezz’asta nella sede di Catania in via Teatro Massimo. Il segretario territoriale Musumeci ha ricordato come solo ad aprile si siano verificati due decessi in cinque giorni, a dimostrazione di un fenomeno che non conosce tregua. Il bilancio catanese del 2024 – 18 morti e oltre 7.000 denunce di infortunio – è inquietante. Nonostante l’incremento dei controlli, i sindacati denunciano la persistenza di gravi lacune: le leggi da sole non bastano. <<Non bastano più gli sforzi effettuati: servono nuove misure e un serio giro di vite>> ha sottolineato Musumeci. Il rischio, altrimenti, è che il Primo Maggio diventi sempre più un giorno di memoria e sempre meno una festa.

La Ugl ha rinnovato il proprio impegno nella tutela dei diritti dei lavoratori, ampliando la riflessione oltre le morti sul lavoro. Al centro dell’attenzione anche il dilagare del lavoro povero e precario, così come le vertenze aperte sul territorio, tra cui spiccano quelle legate a colossi come StMicroelectronics e Pfizer. Una crisi occupazionale che si intreccia alla fragilità delle tutele, aggravando il clima di incertezza. Ribadisce Musumeci, <<Questa giornata è dedicata alle vittime e alle loro famiglie, con la ferma volontà di arrestare questa escalation di dolore>>.

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