
La legge di bilancio 2025 ha portato con se tanti cambiamenti, uno tra tutti sarà il sistema scolastico che vedrà un notevole ridimensionamento. Infatti i fondi alle scuole italiane sono stati tagliati e ciò porterà ad una perdita complessiva di 5.660 cattedre, di cui 603 (11% del totale nazionale) solo in Sicilia.
Il perché di questo taglio deve essere cercato nella diminuzione della popolazione scolastica, secondo quanto detto dal ministero dell’Istruzione e del Merito, che da un taglio dopo due anni di stabilità. Il governo ha quindi deciso di risparmiare sull’istruzione, con una scelta che avrà sicuramente ripercussioni nelle scuole e ciò avviene quando il calo degli alunni faceva pensare che ci si potesse finalmente concentrare su un rapporto docenti-alunni più evidenziato e centrale con classi sempre meno affollate.
Nei prossimi mesi, con l’avvento del nuovo anno scolastico, la Sicilia vedrà nei ragazzi, fascia 3-18 anni, una riduzione di oltre 11.000 studenti. È proprio il primo ciclo d’istruzione ad avere il maggior tasso di tagli con 519 cattedre tolte, mentre al liceo saranno “solo” 84, ossia il 14% del taglio regionale.
Del positivo, però, vi è perché infatti almeno i posti di sostegno saranno stabilizzati con un aumento di 163 cattedre che si andranno a unire a quelle già erogate. Una notizia che si unisce ai desideri da anni dei sindaci, che vogliono un aiuto importante alle cattedre in deroga, che sono attualmente ben 16.000 su 30.000 posti complessivi di sostegno. Nonostante sia una nota positiva, si tratta però solo dell’1% del totale ed è dunque ancora insufficiente.
I concorsi legati al PNRR rischiano di essere “sterilizzati” poiché offrono cattedre inferiori rispetto alle richieste. I precari, invece, che aspettano che si stabilizzano grazie le Graduatorie Provinciali per le Supplenze avranno sempre meno possibilità di essere assunti. I docenti che si trovano fuori regione e che vorrebbero rientrare nelle loro città natali, come ad esempio la Sicilia stessa troveranno sempre meno posti liberi nonostante i pensionamenti, che saranno assorbiti nel taglio.
Essendoci sempre meno cattedre a disposizione sarà difficile potersi spostare da una regione all’altra ottenendo un trasferimento.
Infine, i tagli per il 2025 agli istituti scolastici sono una svolta tremendamente negativa per il sistema scolastico siciliano, che già si trovava in enorme difficoltà con poco organico, classi sempre più affollate e richieste ai concorsi sempre più numerose. Problemi che si scontreranno nei prossimi mesi con i duri tagli subiti.
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