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Catania, privatizzazione dell’aeroporto Fontanarossa: al via il processo ufficiale

Investimenti, espansione e nuovi servizi: così Fontanarossa punta a diventare un hub strategico

Nuovo passo in avanti per la privatizzazione dell’aeroporto di Fontanarossa, il quinto scalo d’Italia per traffico passeggeri e uno dei più dinamici in termini di crescita. Proprio in questi giorni, l’aeroporto catanese ha avviato i lavori per la realizzazione della seconda pista, un intervento fondamentale per migliorare la capacità operativa dello scalo e favorire l’incremento dei collegamenti nazionali e internazionali. L’assemblea dei soci della SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, ha approvato ufficialmente le procedure e i documenti necessari per dare il via al processo di privatizzazione, incluso il nuovo Piano Industriale. Un’operazione attesa da tempo, che dovrebbe garantire le risorse finanziarie necessarie per l’espansione e il potenziamento dell’aeroporto. Diverse multinazionali hanno già manifestato interesse per l’acquisizione di quote della società di gestione, rendendo chiaro che lo scalo etneo rappresenta un’opportunità strategica per investitori nazionali e internazionali.

Dichiarazioni e obiettivi della privatizzazione

L’approvazione unanime da parte dei soci della SAC è stata accolta con entusiasmo da diverse figure istituzionali. Antonio Belcuore, Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud-Est Sicilia, ha dichiarato: «Si tratta del completamento di un percorso iniziato qualche decennio fa, perché l’intuizione di creare un’azienda speciale della Camera di Commercio per la gestione dell’aeroporto nasce dagli anni ’80. Quest’oggi ha portato a una decisione unanime dei soci: privatizzare il sistema aeroportuale di Catania e Comiso in una logica di sviluppo territoriale, in modo da realizzare quanto immaginato, rendendo i due scali punti di riferimento ancora più centrali nello sviluppo socioeconomico della Sicilia e dell’intero Mediterraneo. È un fatto epocale per la crescita del territorio».

Anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha sottolineato la necessità di un’infrastruttura aeroportuale moderna e competitiva per rispondere alla crescente domanda di traffico: «L’ingresso di un socio privato, con quote che garantiscano un controllo da parte del pubblico, costituisce l’inizio di una nuova frontiera del traffico aereo nella Sicilia orientale, che garantirà maggiori presenze, servizi e un miglior posizionamento nelle classifiche mondiali».

Impatto economico e sviluppo del sistema aeroportuale

L’operazione di privatizzazione rientra in una strategia più ampia di crescita e modernizzazione del settore aeroportuale siciliano, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e la qualità dei servizi per i passeggeri. Giovanna Candura, Presidente di SAC, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato della società, hanno evidenziato l’importanza di questa scelta: «L’approvazione delle procedure rappresenta un passo fondamentale per l’avvio dell’operazione, che mira a garantire lo sviluppo strategico dello scalo, rafforzandone la competitività e la capacità di attrazione di investimenti nazionali e internazionali».

Anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso il suo sostegno all’iniziativa, sottolineando l’importanza di una gestione più dinamica: «L’apertura ai capitali privati, con un controllo pubblico equilibrato, garantirà una gestione più dinamica ed efficiente, in grado di rispondere alle sfide di un traffico aereo in costante crescita. Il nostro obiettivo deve essere quello di rendere questi scali sempre più competitivi e centrali nel panorama mediterraneo». L’auspicio è che questo modello possa essere esteso anche ad altri aeroporti dell’Isola, come quello di Palermo, per una strategia integrata di potenziamento delle infrastrutture siciliane.

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