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Siccità Sicilia, finalmente piove ma l’acqua finisce in mare

In Sicilia continua la crisi idrica. Finalmente piove ma la maggior parte dell'acqua continua ad essere sversata in mare. Complice l'inefficienza delle strutture

La Sicilia continua a vivere in piena crisi idrica, aggravata dalla terribile siccità del 2024. A peggiorare la situazione le molteplici inefficienze strutturali nella gestione delle risorse idriche. Proprio per questo il vicepresidente della Cia Sicilia Occidentale, Matteo Paladino, ha sollecitato un incontro urgente con il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, per cercare di trovare una soluzione. Sollecitando l’apertura della Diga Trinità, situata a Castelvetrano.

L’acqua viene sversata in mare

La riapertura della diga trinità potrebbe giovare per l’irrigazione di numerose aziende vitivinicole. Paladino ha evidenziato come, nonostante le recenti piogge, una quantità significativa di acqua sia stata sversata in mare, continuando ad aggravare una situazione già critica in Sicilia. La Cia, da anni impegnata nella difesa degli agricoltori siciliani, ha chiesto una maggiore capacità di invaso per garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche. Lo scorso anno, infatti, la cattiva gestione ha causato un calo del 70% nella produzione di uliveti e vigneti. Sebbene il Ministero delle Infrastrutture abbia mostrato apertura nel rivedere la questione, è necessario un intervento immediato da parte della Regione Siciliana per garantire un’adeguata irrigazione durante la prossima stagione agricola.

La lotta di Legambiente

A dire la sua sulla siccità che continua a vivere la Sicilia, anche l’associazione Legambiente: “certamente non è legata solo alla siccità del 2024 che l’ha solo resa più evidente ma affonda le sue radici su problemi gestionali enormi e mai risolti, vent’anni fa si tentò con l’ultima riforma di risolverli non vi si riuscì perché si fecero tutta una serie di scelte sbagliate». Lo ha detto il rappresentante di Legambiente dinanzi le Commissioni riunite Bilancio e Ambiente della Camera in audizione sulle misure per affrontare le situazioni di particolare emergenza idrica come la siccità in Sicilia e sull’attuazione del Pnrr (disegno di legge di conversione del decreto 31 dicembre 2024, n. 208). Il rappresentante di Legambiente ha osservato che ad esempio per la Sicilia «la soluzione proposta dal decreto cioè la realizzazione di tre dissalatori non è la soluzione giusta”.

Siccità siciliana diventa caso studio in Cina

Nel frattempo, il Lago di Pergusa, simbolo della crisi idrica siciliana, è stato oggetto di studio da parte di un gruppo di 15 studenti della Xìan Jiaotong University della Cina, che stanno analizzando i fenomeni di desertificazione e siccità. Gli studenti, provenienti dal dipartimento di Architettura, hanno visitato la Sicilia per comprendere l’impatto del cambiamento climatico sulla regione, esplorando il lago e incontrando le comunità locali. Il livello del lago, infatti, è sceso a minimi storici durante l’estate 2024, un segnale evidente della crisi idrica in corso. Questo laboratorio, che coinvolge giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo, ha offerto una preziosa opportunità di confronto sulle soluzioni possibili per affrontare le sfide ambientali in Sicilia, e ha messo in luce l’importanza di agire tempestivamente per preservare le risorse idriche e garantire la sostenibilità delle colture agricole e del turismo.

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