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Ponte sullo Stretto, prezzo in aumento e 45 miliardi in meno per altre opere in Sicilia

Il prezzo del Ponte sullo Stretto è destinato ad aumentare mentre altre opere in Sicilia sono ancora in sospeso. Si stima che manchino 45 miliardi.

In occasione del convegno di Unioncamere sul Ponte sullo Stretto, l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha annunciato che i costi di realizzazione del progetto subiranno un aumento a causa degli aggiornamenti previsti dalla legge. Dai 12 miliardi inizialmente stimati, infatti, si passerebbe a 13,5. Gli accordi con tutti i diversi affidatari saranno definiti nei prossimi giorni.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, tuttavia, si conferma fiducioso e rinnova il pieno appoggio al ponte, insistendo sulla sua utilità.

Altre opere in sospeso

Nonostante l’aumento del prezzo per il progetto del Ponte sullo Stretto, i finanziamenti per la realizzazione di quasi 300 infrastrutture in Sicilia restano invariati. Secondo i dati forniti direttamente da Rfi, in Sicilia gli investimenti nei prossimi 8 anni ammonterebbero a 22,1 miliardi ma ne sono stati finanziati 17,6. I 4,5 miliardi mancanti riguarderebbero interventi come l’interramento della stazione di Catania Centrale con gli ultimi 7 chilometri di doppio binario da Bicocca. Mancherebbero, poi, altri 6 miliardi da destinare al raddoppio della dorsale tirrenica fra Cefalù e Patti.

Non solo ferrovie. Altri 30 miliardi si andrebbero ad aggiungere per decine di strade provinciali chiuse per frana, secondo un recente dossier di Cgil Sicilia. “Sono opere fondamentali anche nell’ottica del Ponte — ha dichiarato a Repubblica il segretario di Cgil Fillea Sicilia, Giovanni Pistorio — sul quale è inutile sparare cifre di operai occupati”. Il riferimento di Pistorio è al Ministro Salvini, il quale prevede che con il ponte ci saranno posti per 120mila occupanti.

Tra queste e altre opere, mancherebbero in totale 45 miliardi.

Consumi d’acqua esorbitanti

Altro tema a fare discutere è la quantità di acqua che servirà per alimentare i cantieri. Sempre a Repubblica, Pistorio ha affermato che si parla di 60 litri di acqua al secondo. Non è finita qui perché bisogna fare i conti anche con la class action di 104 cittadini contro gli espropri, secondo i quali la procedura sarebbe illegittima.

Resta alta anche l’attenzione dei No Ponte che si riuniranno a Piazza del Popolo a Roma il 14 dicembre.

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