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Scuola, Valditara: “Si insegna troppa roba, a che serve studiare i dinosauri?”

Le dure parole del Ministro dell'Istruzione: "A scuola si insegna troppa roba, a che serve studiare i dinosauri?".

Durante la XXII edizione della rassegna Direzione Nord il ministro dell’istruzione Valditara ha espresso vari dubbi e perplessità sull’ampiezza dei programmi scolastici. Il ministro ha poi mosso anche forti critiche verso l’utilizzo dei dispositivi cellullari nella didattica, evidenziando la necessità di ritornare ai libri e alla scrittura.

Valditara: “A che serve studiare i dinosauri?”

In terza elementare si va a narrare e a spiegare tutte le specie di dinosauri – ha dichiarato il ministro –. Addirittura c’era un animale vissuto 40 milioni di anni fa e questi bambini devono studiare e imparare questo animale vissuto in Messico ed estinto da milioni di anni. Tutto questo, ma a che serve?”.

Queste le parole del ministro sui vasti programmi scolastici, alle quali ha poi aggiunto che sarebbe necessaria la semplificazione dei programmi, per dare più spazio alle “esperienze più importanti del nostro passato, che ci hanno dato i grandi valori dell’Occidente” suggerendo quindi di far prevalere la “qualità” sulla “quantità”.

No alla didattica con cellulare: strumento dannoso

Il ministro ha inoltre espresso il suo parere riguardo la didattica con il telefono cellulare, che potrebbe essere uno strumento dannoso per i bambini, soprattutto a livello psicologico, creando potenziali dipendenze.Non concepisco una didattica fatta sul cellulare che ha effetti molto negativi sul bambino, sulla sua concentrazione, creatività e ci sono tanti studi su questo“, ha dichiarato Valditara. “Il web è un grande oceano dove alla fine ci si perde, certamente ritornare all’importanza del libro, della scrittura, poi dopo c’è il tablet, è importante – ha proseguito -. Il tablet c’è in tutte le scuole primarie, ma non il cellulare. Il cellulare crea danni“.

La scuola quindi, secondo il ministro dovrebbe dare un formazione culturale utile per essere cittadini indipendenti e con una prospettiva lavorativa, sottolineando lo stretto ed importante collegamento tra il mondo del lavoro e l’istruzione.


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