Unione Europea, si va verso divieto di stage non retribuiti: le novità

La nuova manovra dell'Ue: necessario mettere una fine ai tirocini che non prevedono alcuna retribuzione per gli stagisti.

L’Unione europea è al lavoro per mettere un freno agli stage non retribuiti. Una bozza della Commissione europea, incaricata dagli eurodeputati a giugno, potrebbe essere pronta a breve. La normativa punta a vietare in tutta l’Unione lo sfruttamento dei giovani lavoratori e a garantire agli stagisti l’accesso alla protezione sociale in conformità con la legislazione nazionale.

La situazione

Secondo un’indagine dell’Eurobaromentro, il 78% dei giovani europei ha intrapreso almeno uno stage nel corso della sua carriera: circa la metà di questi ha, inoltre, ricevuto una compensazione finanziaria, il più delle volte insufficiente a coprire le spese essenziali per vivere. “A volte penso davvero che sia assurdo. Come può essere legale?”, ha affermato Tea Jarc, della confederazione europea dei sindacati (principale interlocutore delle istituzione dell’Ue in materia di rappresentanza dei lavoratori a livello dell’Unione). La maggior parte dei tirocini, infatti, non rispetta gli standard minimi. Ciò che spesso manca, spiega Jarc, è “l’aspetto formativo, non c’è tutoraggio, non c’è una supervisione e neppure una guida”.

Una ricerca effettuata nel 2023 da parte dell’European Youth Forum (un’organizzazione internazionale che rappresenta più di un centinaio di organizzazioni giovanili) mostra come i giovani europei sborsano in media 1.028 euro al mese per coprire le spese durante i tirocini.

Gli stage non retribuiti stanno frenando un’intera generazione, mentre i datori di lavoro si godono i frutti del lavoro gratuito svolto da altri”, sottolinea Mark McNulty del Forum europeo della gioventù. E, spesso, a rimetterci sono le persone che provengono da famiglie meno abbienti. Naturalmente ciò comporta loro stress e influisce anche sul loro senso di autostima.

Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei, ha cercato di mettere un freno ai tirocini non pagati. Ad esempio, la Francia nel 2014 ha limitato il periodo di stage non retribuito a un massimo di due mesi; la Romania ha invece chiesto alle aziende di pagare i propri tirocinanti nel 2019.

La proposta dell’Ue

La proposta degli eurodeputati è prevista per giugno 2024 e tiene conto di due diverse tipologie di stage. Da una parte, quelli che si svolgono dopo aver concluso il percorso di studi e quelli curricolari. Nel primo caso, i tirocinanti dovranno ricevere uno stipendio in linea con quanto previsto dalla direttiva Ue sul salario minimo. A loro, dovrà essere garantito l’accesso alla protezione sociale e a diritti pensionistici. Nel secondo caso, invece, gli stagisti verranno rimborsati dei costi sostenuti per svolgere l’attività lavorativa (vitto, alloggio, trasporti, per fare un esempio).

Ora la palla passa in mano alla Commissione, che proverà a presentare la bozza prima delle Europee del 6-9 giugno.


Carta Giovani Nazionale: cos’è e a chi è riservata


 

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