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Assegno unico 2023, conguagli in arrivo a giugno: ecco a chi spettano

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Assegno unico 2023, secondo la nuova nota dell'Inps, sono in arrivo dei nuovi conguagli per il mese di giugno, ecco chi ne ha diritto.

Assegno unico 2023, l’Inps sottolinea che sono in corso i pagamenti di assegno unico universale per il mese di maggio, comprensivi di importi a titolo di conguaglio finale, questa misura a partire da marzo 2022 unisce vari benefit per le famiglie ma ci sono state delle modifiche negli ultimi periodi.

Assegno unico 2023, come avviene il ricalcolo?

Secondo una nota da parte dell’Inps, l’operazione di ricalcolo delle varie rate di assegno unico ha riguardato ben 512.000 famiglie e ha determinato nel complesso un’erogazione aggiuntiva di circa 140 milioni di euro , con un credito medio a famiglia pari a circa 272 euro.

Il recupero degli importi erogati in misura superiore a quello che realmente spetta, riguarda circa 378.000 famiglie, per una somma complessiva di 15 milioni di euro, in questo caso l’importo medio della somma da restituire ammonta a circa 41 euro e verrà rateizzata in varie tranche, ma in ogni caso l’importo non sarà superiore al quinto del debito totale.

Gli utenti inoltre, spiega la nota: “Saranno informati della variazione dell’Assegno con un sms ed un messaggio e-mail e potranno approfondire le modalità di calcolo rivolgendosi al Contact Center oppure alle Sedi dell’Istituto“.

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Assegno unico 2023, quando saranno date le somme?

Come si legge dalla nota dell’Inps di giorno 26 maggio, a partire dal mese di aprile 2023 si è proceduto anche al recupero delle somme indebitamente erogate, privilegiando così la composizione degli importi, con rate future ove possibile.

Proprio su questo punto, l’Inps rinvia ai principi generali dettati dalla presidenziale n123 del 26 luglio 2017, in pratica quest’ultima può essere applicata perché riguarda le modalità di recupero dell’Auu in compensazione, per questo recupero. La composizione con crediti ha una natura prelevante rispetto a tutte le altre forme di recupero diretto, e la scelta di questa modalità prescinde dalla quantificazione dell’addebito accertato.

Inoltre, la trattenuta teorica massima, viene effettuata nei limiti del quinto dell’importo della mensilità individuata, questa non è operata se l’importo totale da recuperare è inferiore o pari ai 12 euro.

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