Il plauso e le dichiarazioni dell'Assessore dell’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino, riguardo il divieto di produzione della carne da laboratorio: ecco di cosa si tratta.

È nuovo scontro fra governo e animalisti. È fresca di giornata, infatti, la notizia da parte del Consiglio dei Ministri che ha promosso il Ddl che vieta la commercializzazione di carne sintetica. Ma di cosa si tratta? E che cos’è la carne sintetica?
È bene sapere che per cibo sintetico si intende un prodotto in vitro, “coltivato” in laboratorio. La carne sintetica, in particolare, viene riprodotta all’interno di bio-reattori e si ottiene dalla mescolanza di cellule staminali, estratte da animali vivi, che vengono fatte crescere in una coltura di sostanze nutritive. La carne sintetica è, dunque, tanto simile alla carne di origine animale, ma differente per il sapore dal quale si discosta.
Quella combattuta dagli animasti che mediante la produzione e l’immissione del cibo sintetico sul mercato intendono coniugare salute e ambiente, sembra essere una battaglia persa. Immediata, infatti, la decisione del governo che proprio nel corso della serata di ieri, ha rifiutato il decreto sull’immissione della carne sintetica, dichiarando lo stop “alla produzione e all’immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici”. È stato, pertanto, stabilito che per chi trasgredisce la legge saranno previste multe fino a 60.000 euro, con annessa confisca del prodotto illecito.
In merito alla questione, si è espresso anche l’Assessore dell’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino, che ha dichiarato che “Dove c’è un rischio per la salute dei consumatori è doveroso essere intransigenti. L’approvazione del disegno di legge che vieta la commercializzazione degli alimenti e della carne sintetica è una scelta sacrosanta. Al di là della necessaria tutela della filiera alimentare italiana, nella quale spiccano le produzioni d’eccellenza siciliane – continua Sammartino -risulta incomprensibile pensare di immettere nel mercato prodotti da laboratorio pieni di conservanti e additivi, pericolosi per la salute. Plaudo all’operato del ministro Lollobrigida, che ha dimostrato – come è accaduto anche con le etichette per i prodotti a base di farine di insetti – di avere come priorità la tutela della salute dei consumatori rispetto a logiche meramente commerciali”.
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