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Festa di Sant’Agata, il canto delle suore: cosa cantano e la storia

Sant'Agata
Nel corso della Festa di Sant'Agata, il canto delle suore Benedettine è uno dei momenti più attesi: ecco cosa cantano e la storia di questa tradizione.

La Festa di Sant’Agata che si svolge a Catania è una delle celebrazioni religiose più sentite in tutto il mondo. Infatti, è ormai noto che si tratta della terza festa religiosa al mondo per partecipazione, seguendo solo la Settimana Santa di Siviglia e la festa del Corpus Domini di Cuzco in Perù. Sebbene il giorno di Sant’Agata sia effettivamente il 5 febbraio, in realtà i festeggiamenti iniziano molto prima nella città di Catania. Infatti, già nel mese di gennaio si iniziano a svolgere i primi eventi liturgici e culturali legati alla festa, per poi arrivare al clou dei festeggiamenti a partire dal 3 febbraio e fino alla mattina del 6 febbraio.

Ed è proprio nell’ultima fase della festa che si svolge uno dei momenti più toccanti e coinvolgenti delle celebrazioni di Sant’Agata, vale a dire il canto delle suore Benedettine. Ecco quando si svolge generalmente, la storia di questa tradizione e cosa viene cantato in omaggio a Sant’Agata.

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Il canto delle suore: quando è previsto

Proprio conseguentemente alla grande partecipazione che coinvolge i devoti e i turisti che accorrono alla Festa di Sant’Agata, non è sempre facile riuscire a individuare delle tempistiche fisse per lo svolgimento dei festeggiamenti. Inoltre, cadendo in pieno inverno, spesso anche le condizioni meteo influiscono sull’andamento della festa, nonostante nulla possa scalfire la devozione dei devoti verso la “Santuzza”. Tuttavia, in generale è possibile individuare delle tempistiche entro le quali si svolgeranno le varie fasi dei festeggiamenti.

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Per esempio, il canto delle suore Benedettine si svolge sempre nella parte finale della festa, quasi alla fine del giro interno iniziato nel pomeriggio del 5 febbraio. Infatti, le Benedettine eseguono il loro canto in omaggio a Sant’Agata nella mattinata del 6 febbraio. Esso rappresenta uno degli ultimi momenti più attesi della festa, considerando che successivamente al canto il fercolo prosegue la processione verso il rientro definitivo in Cattedrale.

Festa di Sant’Agata: la storia del canto delle suore

Come affermato precedentemente, il canto delle suore si svolge nei momenti conclusivi della festa, quando la Vara imbocca via Crociferi dopo il momento clou della salita di Sangiuliano. Ad intonarlo sono le Benedettine del Santissimo Sacramento, suore di clausura dell’omonimo monastero situato in via Crociferi. Sebbene ai più possa sembrare curioso, il canto delle suore Benedettine del Santissimo Sacramento non è sempre stato previsto nel corso dei festeggiamenti di Sant’Agata. Infatti, quella dell’omaggio alla Patrona catanese è una tradizione relativamente recente, che si fa risalire alla seconda metà degli anni ’80, su iniziativa dell’arcivescovo del tempo.

Nonostante si tratti di una tradizione non troppo lontana nella storia, essa ha subito delle variazioni negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda l’orario. Infatti, in passato il fercolo raggiungeva via Crociferi e il monastero delle Benedettine nel corso della notte, quando ancora era buio. In quel caso, le suore di clausura cantavano senza mostrarsi alla folla che seguiva la festa e la Vara. Tuttavia, nel corso degli anni l’arrivo del fercolo in via Crociferi si è spostato sempre più verso le ore mattutine, situazione che ha portato le Benedettine a cantare in piena luce da dietro il cancello, dando luogo ad uno dei momenti più “intrisi” di fede della Festa di Sant’Agata, anche perché ha per protagoniste delle donne, come la stessa Patrona etnea.

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Il canto delle suore: cosa cantano

Come anticipato, il canto delle suore è indubbiamente uno dei momenti più attesi della Festa di Sant’Agata, anche per il significato che trasmette. Infatti, le Benedettine del Santissimo Sacramento omaggiano la Santa Patrona di Catania con un canto la cui musica sarebbe stata ideata alla fine dell’800 dal musicista Filippo Tarallo, di origini napoletane. Il canto è eseguito in latino e riprende uno dei momenti chiave della storia di Agata: infatti, esso rappresenta la preghiera di donna ferita fisicamente che la Santa Patrona etnea ha rivolto a Dio in seguito all’amputazione delle mammelle, per poi essere curata dall’apparizione di San Pietro. Quindi, l’omaggio canoro è anche simbolo di fede e di orgoglio femminile da parte della giovane Agata.

Di seguito, la traduzione italiana del canto delle suore a Sant’Agata:

“Stando la beata Agata in mezzo al carcere, elevate le mani pregava il Signore: Signore Gesù Cristo, Maestro buono, ti ringrazio perché mi hai fatto vincere i tormenti dei carnefici, esaudiscimi, o Signore, e fammi pervenire felicemente alla tua gloria infinita”.

A proposito dell'autore

Martina Bianchi

Con una laurea magistrale in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations e una triennale in Scienze e Lingue per la Comunicazione, coltiva l'interesse per il giornalismo scrivendo per LiveUnict. Appassionata di lingue straniere, fotografia, arte e viaggi, mira ad un futuro nelle Relazioni Internazionali nel campo dei Diritti Umani, in difesa dei più deboli.

Coordina la Redazione di LiveUniCT da Maggio 2022.

Email: m.bianchi@liveunict.com