UNICT – Docente ucraina accolta dall’ateneo come “visiting researcher”

L'Università di Catania ha accolto una docente ucraina presso il plesso di villa Cerami: trascorrerà un mese in qualità di "visiting researcher" nel dipartimento di Giurisprudenza.

Da Kharkiv a Catania, per garantire un percorso di studi e di pace presso Villa Cerami: UNICT ha accolto la professoressa Svitlana Iasecko, professore associato di Diritto civile alla Kharkiv National University of Internal Affairs. La professoressa Iasecko trascorrerà un mese al dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania nel ruolo  di ‘visiting researcher’, avendo aderito ad una specifica ‘call’ dell’ateneo nell’ambito del programma quadro di mobilità internazionale.

La professoressa Iasecko è stata ricevuta dal rettore Francesco Priolo ,dalla prorettrice Francesca Longo e dal direttore del dipartimento Salvatore Zappalà, con il referente Erasmus e programmi internazionali Emilio Castorina e con il docente di Diritto privato comparato Antonio Las Casas, che collaborerà alle ricerche della docente ucraina sul diritto di famiglia. Sin dall’inizio del conflitto, ci siamo sentiti molto vicini alla popolazione ucraina e disponibili a fornire ogni tipo di aiuto e supporto ai nostri colleghi, ai ricercatori e agli studenti delle università di quel Paese– ha sottolineato il rettore Priolo, accogliendo la docente che ha ringraziato l’Università etnea per averle garantito questa opportunità –. A questi ultimi abbiamo offerto la possibilità di iscriversi gratuitamente ai nostri corsi, e quest’anno ospiteremo una quindicina di studenti ai quali potranno essere concesse anche delle borse di studio”.

Auspicando che il conflitto finisca nel più breve tempo possibile, l’Università di Catania intende inoltre rafforzare le proprie relazioni con le università ucraine anche dopo la fine della ostilità: “Andremo a Kiev e in altre città sedi di atenei quando sarà di nuovo possibile – ha confermato il rettore Priolo alla prof.ssa Iasecko – con l’obiettivo di riprendere i programmi di cooperazione scientifica esistenti e per avviarne di nuovi, la nostra amicizia verso il suo Paese andrà ben oltre l’attuale condizione di emergenza”.

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