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Alternanza scuola-lavoro, Bianchi: “Esperienze vigilate da un tutor”

Il Ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi parla di alternanza scuola-lavoro sottolineando che la responsabilità sui luoghi di lavoro dovrebbe essere di un tutor e non del Preside della scuola.

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si è espresso in merito all’alternanza scuola-lavoro spiegando che si stanno caricando di lavoro i presidi delle scuole.

“Stiamo sovraccaricando di responsabilità i presidi: la responsabilità sul luogo di lavoro deve essere del luogo in cui vai – dichiara Bianchi -. Abbiamo chiaro che si tratta di esperienze che vanno viste nell’ambito dei percorsi didattici, sono esperienze didattiche che rientrano sempre più in quello che noi identifichiamo come la funzione fondamentale dell’orientamento, e questo riguarda gran parte del ciclo formativo, a partire dalla scuola media”.

“Sono esperienze – ha aggiunto il ministro – che devono sempre essere vigilate da un tutor, ma soprattutto sempre più inserite in un progetto didattico. All’interno di questo scenario c’è il tema degli IFP, che sono gestiti a livello regionale. Ma credo che tutti sentiamo la necessità di andare verso cornici che permettano di regolare in termini nazionali comportamenti che in molte situazioni sono molto divaricanti tra di loro. progetto didattico. Ma è importante specificare che rimaniamo comunque nell’ambito di rapporti non di lavoro. Diverse sono le situazioni legate agli apprendistati che sono rapporti di lavoro”.

“Abbiamo una situazione che desta preoccupazione perché ci dice che su 100 diplomati il 51% dei diplomati quando esce dalla scuola ha un contratto a tempo determinato; il 10% ha un contratto di apprendistato; il 10% ha un lavoro intermittente, i tirocini sono l’8,8%, e solo il 3,4% ha un inquadramento a tempo indeterminato. Questo mi inquieta: una volta usciti da scuola è difficile per i giovani avere un contratto di lavoro”. 

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