Le regole da seguire in caso di contatto stretto con un positivo a scuola sono diverse in base alla classe che si frequenta. Di seguito le ultime notizie.

Le regole in caso di quarantena, qualora si venisse a contatto con un positivo a scuola, sono differenti in base alla classe che si frequenta e da come avviene il contagio. Il Ministro Patrizio Bianchi dichiara di essere a lavoro per semplificare le regole. Le norme che si applicano alla popolazione non scolastica sono entrate in vigore lo scorso 31 dicembre e sono diverse per vaccinati o guariti da meno di 4 mesi, vaccinati o guariti da più di 4 mesi e non vaccinati.
Le regole, però, a scuola sono differenti. Infatti, dipende tutto dal tipo di scuola che si frequenta: asilo, primaria, secondaria e secondaria di secondo grado. Tutto dipende dal numero di positivi in classe e se si è vaccinati.
Per chi frequenta la scuola dell’infanzia, se in classe o nella sezione c’è un caso positivo, le attività sono sospese e i bambini devono effettuare una quarantena di 10 giorni.
Nella scuola primaria, cioè alle elementari, ci sono diversi casi. Se in classe è presente un caso positivo al covid, parte la sorveglianza: test antigenico rapido o molecolare quando si scopre il caso di positività, poi un altro dopo 5 giorni dall’ultimo contatto. Se i casi positivi sono due o più, la classe va in quarantena e per 10 giorni le lezioni si svolgono in Dad.
Invece, nella scuola secondaria di primo e di secondo grado (medie e scuole superiori), con un positivo in classe, si attiva l’autosorveglianza: lezioni in presenza, ma gli alunni devono indossare le mascherine Ffp2. Con 2 positivi, le cose cambiano tra vaccinati e non: i non vaccinati, quelli che non hanno la terza dose, quelli che hanno completato il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni e quelli che sono guariti dal Covid da più di 120 giorni, seguono lezioni in Dad; tutti gli altri in presenza con Ffp2. Invece, con 3 positivi, la classe è in quarantena per 10 giorni e in Dad.
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