Categorie: Attualità

Pensione anticipata docenti e collaboratori, si allarga platea: la novità

Pensione anticipata anche per per docenti e collaboratori delle elementari: tutti i dettagli, fino ad ora emersi, sulla novità che sarebbe dietro l'angolo.

Pensione anticipata anche per docenti e collaboratori delle elementari, già dal 2022: è questa l’interessante novità che dovrebbe divenire realtà concreta con la nuova Legge di Bilancio e grazie alle modifiche apportate dalla normativa dell’Ape sociale. Di seguito ulteriori informazioni sulla questione.

Pensione anticipata: come usufruirne?

Già a partire dal prossimo anno, il 2022, questa opportunità non verrà più riservata esclusivamente agli insegnanti della scuola dell’infanzia ma estesa anche a maestri e collaboratori di quella primaria. 

Tuttavia, per usufruire dell’assai ambita e celebre pensione anticipata (e, dunque, lasciare il lavoro prima del previsto) questi lavoratori dovranno necessariamente arrivare a 63 anni d’età accumulando 30-36 anni di contributi. 

Esattamente come a tutti gli altri lavoratori usuranti, anche a questi docenti e collaboratori spetterà un cosiddetto “assegno ponte”, utile fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione piena e, dunque, fino ai 67 anni.

Ciò significa che con l’anticipo pensionistico si può raggiungere al massimo i 1.500 euro lordi al mese (circa 1.150 netti) per 12 mensilità all’anno.


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Pensione anticipata per questi lavoratori: i dubbi dei sindacati

La novità sulla pensione anticipata ha allietato i sindacati, ma non li ha soddisfatti del tutto. Non sono mancate, di fatto, perplessità e critiche.

Il Presidente del sindacato ANIEF Marcello Pacifico ha commentato così la notizia.

“Quello che non si comprende – commenta Marcello Pacifico– è con quale criterio si decide che un docente che insegna ad alunni fino ad 11 anni svolge un lavoro usurante, mentre per un collega della secondaria che svolge il medesimo lavoro con gli stessi alunni ma con uno o più anni di più l’usura psico-fisica non è più contemplata.

La realtà – conclude il Presidente ANIEF Pacifico – è che l’insegnamento, soprattutto se attuato in classi pollaio e condizioni generali complicate, favorisce patologie mentali, fisiche e comportamentali“.

Con questa consapevolezza, ANIEF chiede il perché si scelga di escludere gli altri lavoratori del comparto.

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