Concorsi Sicilia, assunzioni nelle università: 81 posti a Catania

Concorsi Sicilia: si sbloccano le assunzioni nelle università per trovare nuovi docenti in sostituzione dei precedenti. Anche Unict assumerà nuovi prof.

Attesi nuovi concorsi Sicilia per le assunzioni presso le Università. Si tratta di un doppio sblocco che permetterà di rimpinguare il personale docenti d’ateneo e permettere così nuovi reclutamenti per chi è in attesa di un impiego nel settore dell’istruzione accademica:

  • Da un lato ci sta l’intervento del Ministero dell’Università, che ha distribuito 2.004 punti di organico per l’anno corrente. Si tratta di autorizzazioni “condizionate” a sostituire il personale cessato nel 2020, che permetteranno di ottenere almeno duemila nuovi ingressi negli atenei.
  • Dall’altro il nuovo decreto legislativo di bilancio che permette di stanziare 75 milioni per il reclutamento “libero” di nuovo personale docenti a partire dal 2022, salendo fino a 740 per il 2026 e varranno oltre 11.500 unità in più.

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Concorsi Sicilia: le assunzioni all’Università di Catania

Dopo i tagli subìti nelle università negli ultimi anni, che non hanno permesso la sostituzione dei docenti andati in pensione; adesso si permetterà un primo cambio generazionale e più genericamente nuove assunzioni per gli atenei d’Italia. Proprio l’Università degli Studi di Catania assumerà 81 docenti. Più di quanto potranno fare le università di Palermo e Messina, rispettivamente 75 e 17 nuove assunzioni.

Più corposo sarà il piano di reclutamento straordinario previsto dal Ddl di bilancio che tutti gli atenei, statali e non statali, potranno utilizzare “in deroga alle vigenti facoltà assunzionali, al fine di favorire il graduale raggiungimento degli standard europei in ordine al rapporto tra il numero dei docenti e del personale tecnico amministrativo delle università e quello degli studenti”.

I fondi da poter investire per questa nuova manovra di assunzioni sono:

  • 75 milioni di euro per il 2022;
  • 300 milioni di euro per il 2023;
  • 640 milioni di euro per il 2024;
  • 690 milioni di euro per il 2025;
  • 740 milioni di euro dal 2026 in poi.

Per capire i criteri di riparto, compreso il peso da assegnare alla valutazione della qualità della ricerca (tale, Vqr) e alle politiche di reclutamento, bisognerà attendere un decreto del Mur, atteso entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio.

Le notizie che trapelano dalla relazione tecnica del disegno di legge si sa che nel periodo compreso fra gli anni 2023/2026 sono attesi 11.569 nuovi ingressi all’Università, di cui 3.706 ricercatori.

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