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Sicilia zona rossa, è polemica: “Trucchi e giocattoli come beni di prima necessità”

Etichettata come "finta zona rossa" la Sicilia. Tramite una nota inviata al Presidente della Regione Nello Musumeci, il coordinatore Regionale di Confrimprese, fa presente e mostra il suo disappunto su alcune materie considerate "beni di prima necessità", come ad esempio i giocattoli e i prodotti make-up. Di seguito le dichiarazioni di Giovanni Felice.

La Sicilia appare come una “finta zona rossa”, poiché in un periodo come il covid-19 in cui la Sicilia si trova in zona rossa a causa dell’elevato numero di contagi, considerare i giocattoli e i prodotti make-up un bene di prima necessità è “un’offesa a chi soffre ed a chi subisce danni”, ha dichiarato Giovanni Felice, Coordinatore Regionale di Confrimprese, tramite una nota inviata al Presidente Musumeci.

”Pensare che si possa derogare alle misure restrittive perché devi andare a comprare un rossetto francamente rappresenta un paradosso.  Quindi ha fatto bene il Presidente ad eliminare “le visite agli amici”, ma non è sufficiente”.

“I provvedimenti adottati hanno generato una confusione che genere l’impossibilità di effettuare controlli, e le misure di contrasto individuate non sono adeguate alla gravità della situazione. – ha aggiunto il Coordinatore Regionale di Confrimprese -. L’individuazione della zona rossa evidenzia una gravità nello sviluppo della pandemia, eccezionale che mette a repentaglio la salute di migliaia di persone e la vita di centinaia di esse, a fronte, ed in contrasto con l’emergenza sanitaria, a fronte dei danni/sacrifici imposti alle aziende, si cade nel ridicolo nell’individuazione dei generi di prima necessità”

“Per consentire alla zona rossa di raggiungere il proprio obiettivo abbiamo proposto di sfoltire i generi di prima necessità, inserire misure operative (ad esempio incontro per appuntamento) per le attività di servizio previste dall’allegato 24, – conclude Giovanni Felice – costituire nei Comuni capoluogo dei Centri anti-assembramento sul modello di quello realizzato a Roma e chiedere, come già la Regione ha fatto, al Governo nazionale adeguati “ristori” per le categorie danneggiate facendo riferimento ai fatturati e non ai codici ateco”.

L’augurio di ogni cittadino siciliano è quello di poter uscire al più presto dalla zona rossa, ma per fare in modo che ciò si verifichi bisogna prima aver un calo importante per quanto riguarda i contagi che ad oggi non sono per niente rassicuranti.

 

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