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Assegno unico per ogni figlio: come funziona e come richiederlo

Il Premier Giuseppe Conte ha parlato dell'assegno unico, un nuovo sussidio da erogare alle famiglie con figli a carino fino ai 21 anni di età. Come funziona.

Arriva l’assegno unico mensile per le famiglie con i figli a carico fino ai 21 anni di età. La notizia è stata data oggi direttamente dal Premier Giuseppe Conte durante il suo discorso al Senato. L’intervento, ha detto Conte, “si colloca in una cornice di interventi volti ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie”, aggiungendo che proprio da “luglio sarà introdotto l’assegno unico mensile per famiglie con figli fino a 21 anni”.

Assegno unico, a quanto ammonterà?

Il sussidio sarà formato da una parte fissa, intorno ai 100€, e una parte di somma crescente sulla base dell’ISEE. Chi possiede una dichiarazione superiore ai 60mila euro dovrebbe ricevere solo la somma fissa senza la variabile. In base alle ipotesi attuali, gli importi andranno da 50-100€ a circa 250€ al mese per ciascun figlio al di sotto dei 21 anni (compresi). L’assegno unico ha trovato infatti spazio all’interno della legge di Bilancio ed è indirizzato a tutti, sia autonomi che incapienti.

Le ipotesi sugli importi dovuti sono basate sull’ammontare del fondo di 15 miliardi stanziato l’anno scorso in seguito all’emergenza sanitaria, a cui si aggiungono i 3 miliari destinati dalla legge di bilancio del 2021 e che diventeranno 6 miliardi a partire dall’anno prossimo, quando il sussidio in questione dovrebbe essere già in vigore. Secondo indiscrezioni, è probabile che l’assegno unico per ogni figlio sarà erogato a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del 21esimo anno di età. Si parla di circa 12.5 milioni di bambini e ragazzi, di cui 10.1 milioni di minori.

Assegno unico, i requisiti necessari

Il sussidio economico per i figli sarà erogato a cadenza mensile. Potranno farne richiesta i genitori che rispettano i seguenti requisiti, anche se, per maggiore precisione, bisognerà aspettare i decreti attuativi:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o essere suo familiare; oppure cittadinanza di uno Stato non appartenente all’Unione europea, titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • imposte sul reddito pagate in Italia;
  • vivere con i figli a carico in Italia;
  • residenza in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o aver sottoscritto un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di due anni.

Assegno unico, quando partirà

Il periodo previsto per l’inizio dell’erogazione del nuovo sussidio è a metà anno. Il motivo per cui gli assegni non verranno erogati direttamente a gennaio è dovuto al fatto che questo nuovo sussidio azzererà tutto gli attuali strumenti e benefici e li farà convogliare nel nuovo strumento. Quindi, per evitare passaggi bruschi che potrebbero creare criticità, il governo ha preferito portare a termine le misure già erogate e poi iniziare con la nuova misura dal primo di luglio.

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